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Guida al posizionamento dei siti web nei motori di ricerca

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Doorway + hosting gratuito = suicidio

17 aprile '05 05:16:56
Io ho una mia personale teoria circa l'approccio che alcuni SEO mostrano nei confronti del posizionamento. Ritengo che coloro che sono propensi più di altri a "fregare i motori" in qualche modo, sviluppano una forma mentis che può condurre a risultati di posizionamento disastrosi.

Venendo al succo della questione: in teoria potrei far scomparire interi network di siti-doorway, nel giro di qualche giorno o addirittura di qualche ora, e su tutti i motori di ricerca. Ma la cosa più inquietante è che può farlo chiunque. Vi spiego come...

L'esempio che voglio illustrare per dimostrare tale teoria riguarda le pagine doorway e, più precisamente, quelle pagine doorway che usano un sistema di redirezione automatica, più o meno immediato, verso il sito sul quale far approdare l'utente, generalmente il sito del cliente del posizionatore.

Notate come ho escluso dalla descrizione della doorway tutti i riferimenti al contenuto della pagina e ad eventuali tecniche per nascondere i testi: ai fini di questa spiegazione tali caratteristiche sono irrilevanti; l'unico elemento importante è il redirect automatico.

Diversi SEO creano le pagine doorway su hosting gratuiti. E' sempre buona norma creare le doorway su host non correlati al sito web da posizionare, non solo perché in caso di eventuale penalizzazione delle doorway da parte di un motore di ricerca il sito web da promuovere non verrebbe sfiorato dai provvedimenti, ma anche perché la diversità di host (e di indirizzi IP) è un parametro che viene utilizzato da diversi algoritmi: più gli indirizzi IP di doorpage e sito finale sono "distanti" e maggiore è la probabilità che i motori ritengano che gli eventuali link sulle pagine doorway siano stati prodotti da un'entità differente rispetto a quella a cui fa capo il sito da promuovere.

Ma usare un hosting gratuito invece che uno acquistato può rivelarsi una scelta suicida.

Adesso, il punto cruciale di questo intervento è che a me pare scontato che le doorway con redirect automatico possono essere considerate contrarie alle linee guida di molti fornitori di hosting gratuito, mentre i SEO che sfruttano tali spazi per le doorway non ipotizzano minimamente che basterebbe contattare il servizio abusi del provider per far cancellare quelle pagine in un batter d'occhio.

Per essere sicuro che ciò che a me sembrava palese risultasse ovvio anche ai responsabili dei servizi di hosting gratuito, ho contattato il servizio abuse di due fornitori di spazio web (di cui ovviamente non farò il nome) e ho chiesto loro qualcosa del genere: "Per quanto nel vostro regolamento non vi sia una voce specifica, a me pare ovvio che le doorway con redirect automatico verso siti commerciali siano da ritenere contrarie alle vostre linee guida. Confermate?".

La risposta, in tutti e due i casi, è stata affermativa.

Se non ne intuite le ragioni, allora dovreste analizzare il problema dal punto di vista dei fornitori di spazio gratuito. Lascerò a voi il piacere di dedurre le motivazioni.

Un qualunque concorrente di quei siti "promossi" attraverso doorway su spazio gratuito, ben visibili nei risultati di ricerca, potrebbe in questo momento segnalare l'abuso al servizio di hosting e togliersi un competitor di torno nel giro di qualche ora o giorno, con un'immediatezza ed efficacia che altre pratiche (come lo spam report ai motori) non garantirebbero.

Questo intevento potrebbe chiudersi qua. I posizionatori che sfruttano soluzioni come quella discussa, d'ora in poi si guarderebbero bene dall'utilizzare spazio web gratuito per le doorway con redirect automatico, oppure chiederebbero esplicitamente ai fornitori se l'utilizzo di doorway di quel tipo è ammesso o meno.

Ma lo spirito di questo editoriale va ben oltre. E' indispensabile, a beneficio di tutti i SEO, identificare quella falla concettuale che ha messo finora a rischio la validità e i risultati delle loro tecniche di posizionamento, rimuovendo alla base quelle cause che in futuro potrebbero produrre situazioni di simile "precarietà".

Chi approccia il posizionamento ignorando o infischiandosene delle linee guida dei motori di ricerca, acquisisce diversi vantaggi non solo in termini di posizionamento (in quanto alcune tecniche di spam funzionano egregiamente) ma anche in termini di popolarità. E mi riferisco alla popolarità (positiva o negativa) tra quegli esseri umani che osservano le posizioni conseguite dalle pagine del SEO, non agli indici di popolarità calcolati dai motori di ricerca.

In questo fenomeno vi sono implicazioni psicologiche che meritano di essere studiate. Chi frega un algoritmo di un motore di ricerca ritiene di essere, inevitabilmente, furbo. E finché le tecniche di spam adottate funzioneranno, tale opinione di sé è destinata a perdurare, alimentando anche una senso di superiorità del quale si può tessere, non a caso, uno stretto legame con la superiorità delle posizioni nei risultati di ricerca. Giunti a questo punto, il SEO rischia di diventare parzialmente cieco.

Può perdere parte delle proprie capacità cognitive in quanto la mentalità con cui ha affrontato le linee guida dei motori, infischiandosene, è la stessa con cui approccerà, ad esempio, le linee guida del fornitore di spazio web gratuito o qualunque altro "sistema di regole" che potrebbe porre limiti ai suoi obiettivi. Il SEO rischia di compiere una scelta controproducente semplicemente perché "non vede", non possiede quella mentalità che gli servirebbe per accorgersi dietro quale angolo si nasconde l'errore.

La quantità di doorway con redirect che ho trovato su quei due spazi web gratuiti è tale da giustificare una riflessione seria e da non minimizzare su quelle tecniche che, apparentemente efficaci, nascondono falle che non appaiono solo a causa di una vista scadente.

Quanti SEO hanno utilizzato la soluzione che contempla pagine doorway e spazio free? Quanti di loro hanno consigliato tale soluzione ad altri SEO o webmaster? Quanti operatori del settore hanno servito su un piatto d'argento ai concorrenti dei propri clienti uno strumento per ridurre visite e introiti?

A prescindere da quanto sia facile risolvere questo singolo problema, una volta individuato, è più produttivo nel lungo termine sviluppare una mentalità meno incline alle "soluzioni facili".

Enrico Altavilla

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