Search Marketing

Guida al posizionamento dei siti web nei motori di ricerca

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SES: influenzare l'algoritmo

12 agosto '05 01:10:43
Dal Search Engine Strategies 2005, a San Josè. Resoconto di Search Engine Roundtable.

Alla conferenza dal titolo "Should You Chase The Algorithm?" hanno partecipato alcune conosciute personalità del settore del search engine marketing diventate famose per le proprie tecniche di posizionamento molto aggressive. Il tema della conferenza in teoria avrebbe dovuto riguardare la convenienza nel comprendere gli algoritmi dei motori di ricerca al fine di influenzarli, sembra proprio che la discussione si sia spostata su una semplice carrellata delle tecniche da utilizzare per "fregare" gli algoritmi.

David Naylor ha affermato qualcosa che non viene ammessa molto spesso dagli spammer: la necessità di comprendere ed influenzare gli algoritmi nasce quando non si possiedono le capacità per creare contenuti eccellenti. Detto da una persona che da tempo si proclama un "black hat" (uno spammer), fa il suo effetto.

Shari Thurow di Grantistic Designs ha espresso la propria opinione circa il fatto che il posizionamento andrebbe considerata la summa di tutte le attività che portano alla visibilità di un sito e non solo il semplice ricorso alle tecniche per influenzare i criteri di ranking dei motori di ricerca.

Mikkel Svendsen ha detto di controllare e studiare continuamente le tendenze degli algoritmi applicati dai motori di ricerca, creando una grande quantità di siti e pagine web al solo scopo di monitorarne i risultati nelle ricerche. Svendsen ha detto che nella maggior parte dei casi è sufficiente adottare tecniche SEO molto basilari.

Greg Boser di WebGuerrilla è forse la voce più equilibrata e consiglia di adottare per lo stesso cliente sia tecniche aggressive sia tecniche di posizionamento base.

Nella sessione di domande e risposte che è seguita, tutti i partecipanti sono stati concordi su un paio di affermazioni, che vale la pena evidenziare: la prima è che il posizionamento aggressivo si fa principalmente attraverso i link, sia quelli interni che quelli esterni. Tale affermazione non dovrebbe stupire più di tanto, non solo perché è palese che i criteri dei motori di ricerca si siano spostati sempre più verso gli elementi esterni dei siti web, ma sopratutto perché tutti i relatori hanno indubbiamente a che fare con settori molto competitivi, dove gli elementi interni di un sito contano fino ad un certo punto.

Mikkel aggiunge che molto dipende dalla "dinamica del sito", e dalla sua crescita che deve essere costante in termine di contenuti, keyword e link.

La seconda affermazione, con la quale tutti concordano, è che la recente paper di Google (quella sulle informazioni storiche) va considerata solo fumo negli occhi. Pare insomma che lo spam si faccia ancora sfruttando gli elementi che tutti conosciamo.

Gli argomenti discussi durante questa conferenza hanno fornito elementi molto interessanti al posizionamento e si consiglia un approfondimento leggendo il resoconto completo.

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