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SES: ricerche personalizzate e history

9 agosto '05 10:09:30
Dal Search Engine Strategies 2005, a San Josè. Resoconto di Search Engine Roundtable.

Durante questo seminario, Tim Mayer di Yahoo! spiega che la personalizzazione delle ricerche è il Santo Graal per i motori di ricerca, in quanto è teoricamente in grado di migliorare consistentemente i risultati di ricerca fornendo risorse più vicine alle preferenze e gli interessi di chi cerca.

L'implementazione delle ricerche personalizzate incontra tuttavia diverse difficoltà. Una di esse consiste nel comprendere con precisione quando una sessione inizia e finisce, ovvero quando l'utente decide di cambiare completamente l'argomento della ricerca. Il problema risiede nel fatto che alcuni algoritmi di personalizzazione si basano sulle ricerche effettuate in precedenza da un utente e che, se l'oggetto della ricerca cambia all'improvviso, le ricerche precedenti non devono essere prese in considerazione per fornire i risultati successivi.

Un altro problema della personalizzazione è costituito dagli interessi temporanei e quelli genuini. C'è differenza tra cercare un CD country per fare un regalo di Natale ed essere un estimatore del genere country.

Mayer spiega che Yahoo! vede l'intero Web svilupparsi in tre atti: la normale ricerca pubblica, la ricerca personale come quella sul proprio PC e la ricerca condivisa, influenzata dalle connessioni tra gli utenti e dalle comunità di ricerca che si vengono a creare. Viene fatto l'esplicito riferimento a My Web 2.0, il cui funzionamento si basa già sul concetto di "ricerca sociale".

Mayer accenna anche a Yahoo! Mindset e alla possibilità per gli utenti di decidere se i risultati di una ricerca devono tendere più al lato commerciale o a quello informativo. Tuttavia Mayer aggiunge che si tratta solo di un giocattolo e che difficilmente verrà utilizzato per le ricerche principali in quanto, a differenza di quello che lo strumento permette, un utente non è spinto al 70% da interessi commerciali e al 30% da interessi informativi, ma interessato all'una o all'altra cosa.

Jim Rainey di Ask Jeeves afferma che per fornire risultati di ricerca personalizzati è necessario acquisire maggiori informazioni sugli interessi degli utenti, facendoli registrare o magari facendogli compilare un profilo in cui dichiarano esplicitamente i propri interessi principali. Rainey sottolinea che qualunque soluzione deve essere raggiunta rendendo l'utilizzo delle ricerche personalizzate il più semplice possibile per l'utente finale.

Marissa Mayer di Google afferma che Google fornisce già alcuni strumenti per la personalizzazione delle ricerca, in particolare il Search History, attraverso il quale gli utenti (registrati) possono accedere all'archivio delle ricerche effettuate in precedenza. I contenuti del Search History vengono utilizzati da Google per consigliare a volte una risorsa già visitata in precedenza dall'utente, in seguito ad una ricerca passata. Mayer accenna anche alla nuova homepage personalizzabile di Google.

Tutti i rappresentanti dei motori si son detti concordi nell'affermare che il monitoraggio dei bookmark degli utenti può essere considerato un buon sistema per individuare sia le risorse alle quali le persone sono maggiormente interessate sia quelle considerate di qualità più alta sia quelle che gli utenti tornano a visitare frequentemente. Il portavoce di A9 afferma che il proprio motore di ricerca modifica l'ordine dei risultati di ricerca anche in base ai bookmark dell'utente.

Circa le informazioni demografiche, pare che al momento non siano utilizzate massicciamente da nessun motore, ad esclusione della provenienza dell'utente, che viene utilizzata da Yahoo! e da Google per modificare in parte i risultati di ricerca.

Marissa Mayer afferma che solo il 3-5% dei risultati di ricerca di Google è influenzato da fattori personali e che Google ha anche effettuato test cambiando i risultati in base all'orario in cui la ricerca viene effettuata.

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