Search Marketing

Guida al posizionamento dei siti web nei motori di ricerca

Amico degli spider
Home
2 Apr '05
Guida
8 Nov '04
Articoli
27 Mar '05
News/Blog
La Newsletter
30 Apr '09
FAQ
12 Gen '03
Risorse
10 Ott '04

29 maggio '05 18:41:31
Nel momento in cui scrivo, la toolbar di Google non mostra più il PageRank (barra grigia), per nessuna pagina. Ovviamente anche tutti gli altri strumenti online che visualizzano il PageRank di pagine web presentano gli stessi problemi, in quanto essi si limitano a chiedere il valore di PageRank ai server di Google, che in questo momento rispondono "ciccia".

E' una situazione che perdura già da diverse ore ed i forum sui motori di ricerca si sono riempiti (al solito) di congetture e ipotesi sulla possibilità che Google abbia deciso di non mostrare più il PageRank agli utenti.

Si tratta dei soliti allarmismi privi di fondamento. Non è la prima volta che la toolbar smette di mostrare il PageRank per un po' di tempo, giusto quanto basta per risolvere il problema tecnico o per riaggiornare qualche indice. L'indicatore del PageRank tornerà a colorarsi di verde, perché la sua esistenza permette a Google di generare dipendenza tra i webmaster e SEO più faciloni (perdonate il termine).

Per tale ragione, a Google non converrebbe affatto eliminare l'indicatore dalla toolbar bensì lasciarlo lì e fargli mostrare un'indicazione fuorviante o inutile ai SEO. E' quello che avviene già da qualche anno.

Ma perché, nell'anno 2005, si assiste ancora a tali scene di pubblica confusione e delirio alla sola ipotesi che Google possa smettere di visualizzare il PageRank? Quanto è davvero importante il PageRank mostrato dalla toolbar e cosa accadrebbe se in futuro Google decidesse davvero di non fornirlo più? Questo articolo risponderà a tutte queste domande...

Correva il maggio 2003 quando Motoricerca.info pubblicava il proprio articolo sul PageRank, scrivendo già allora a chiare lettere quanto fosse sopravvalutato dai webmaster.

Cito da quell'articolo una frase che casca a fagiolo: Con quel fascino di "pillola magica" che gli utenti meno informati stanno creando attorno al PageRank, si rischia di trasformare questo parametro (pur importante) di Google nel "nuovo meta tag", un fantoccio su cui i webmaster meno esperti punteranno le proprie forze[...].

Tale frase racchiude in sé la reale potenza del PageRank: non più un semplice elemento preso in considerazione da Google per ordinare i risultati delle ricerche ma un complesso fenomeno sociale in conseguenza del quale i webmaster e i SEO basano le proprie decisioni su ciò che mostra l'indicatore della toolbar. Ma procediamo con ordine.

Esistono in realtà quattro tipi di PageRank:


  • Il PageRank reale. Si tratta del valore di PageRank che Google calcola effettivamente per ciascun documento archiviato.

    Questo valore si ottiene applicando una formula (la formula del PageRank, appunto) sconosciuta a webmaster e SEO, che Google tiene gelosamente nascosta.

    La formula attuale si basa su quella originariamente ideata da Brin e Page ma leggermente modificata negli anni successivi per migliorarne i risultati e ridurre l'influenza delle azioni di SEO e spammer, che nel frattempo avevano imparato a far confluire il PageRank sulle proprie pagine.

    Questo è il valore di PageRank che Google usa per ordinare i risultati di ricerca, si tratta del PageRank "vero" e non ha nulla a che fare con il valore mostrato dalla toolbar. Basti pensare che il reale PageRank di una pagina è un valore che va da zero a milioni di unità, mentre la toolbar mostra valori su una scala decimale.

  • Il PageRank calcolato per la toolbar. Fino ad un paio di anni fa si trattava di una trasposizione su una scala da zero a dieci del valore di PageRank reale (vedi sopra).

    Google non ha mai divulgato la formula di tale trasposizione, ma l'osservazione indica che il PageRank reale viene sottoposto ad una trasformazione di tipo logaritmico, o comunque non lineare, in modo che ciascuno dei possibili valori di PageRank della toolbar valga X volte il valore di precedente.

    Tuttavia le cose sono cambiate con il cambiare della formula per il calcolo del PageRank reale. Dagli ultimi test che ho effettuato (fine 2004), sembrava che il PageRank della toolbar si basasse ancora sul vecchio PageRank reale, e non sulla nuova formula del PageRank reale.

    In poche parole, questo implica che il PageRank che si osserva nella toolbar non deriva più dal PageRank reale, che Google usa per ordinare i risultati di ricerca. A ciò si aggiungono indicazioni che sembrano evidenziare che la toolbar mostri valori non aggiornati ma relativi a diversi mesi prima. Il valore della toolbar rimane un'utile indicazione di massima per gli utenti, ma ha perso valenza per webmaster e SEO.

  • Il PageRank ipotizzato. Si tratta di un valore mostrato dalla toolbar per pagine che Google non ha in realtà sottoposto al calcolo del PageRank. In passato accadeva spesso che la toolbar mostrasse valori di PageRank per pagine nemmeno individuate dal motore di ricerca e tale valore veniva semplicemente ipotizzato da Google stesso, in base alle pagine che stavano "intorno" quella di cui bisognava pronosticare il PR.

    Oggi il fenomeno è quasi del tutto scomparso, anche se a volte riappare in forme diverse rispetto al passato: alcune pagine ancora sconosciute a Google mostrano un indicatore del PageRank totalmente bianco, corrispondente ad un PageRank zero. Tecnicamente, una pagina sconosciuta a Google dovrebbe mostrare un indicatore completamente grigio.

  • Il PageRank della directory di Google. L'ultimo tipo di PageRank è quello che Google mostra a fianco di ogni siti web elencato nella propria directory.

    In passato questo valore, derivante dalla formula originale del PageRank, era compatibile col PageRank mostrato dalla toolbar, nel senso che i due valori, pur venendo forniti su due scale differenti, erano congruenti: se la pagina A aveva un "PageRank della directory" superiore al "PageRank della directory" della pagina B, allora anche il "PageRank della toolbar" di A sarebbe stato superiore a quello di B.

    Successivamente, via via che la formula reale del PageRank ha subito modifiche e aggiustamenti, la congruenza tra il PageRank della directory e quello della toolbar si è persa: a volte ciò che dice la directory non è compatibile con ciò che dice la toolbar. La ragione di questa incongruenza potrebbe essere che, a differenza del PageRank visualizzato dalla toolbar, quello della directory viene calcolato sul PageRank reale attuale, non su quello vecchio. Ma questa è solo la conclusione più semplice e più logica, non una ferrea certezza.

Riassumere il complesso panorama che questi diversi PageRank compongono è estremamente semplice e può essere fatto in una sola frase: i webmaster e SEO che basano le proprie scelte su ciò che mostra la toolbar, si stanno facendo infinocchiare da un PageRank a dir poco approssimativo e in alcuni casi fasullo come una moneta da tre centesimi.

Avrebbe senso basare le scelte sul PageRank reale ma, ahimè, quello non viene divulgato ed è conosciuto solo da Google.

Si potrebbe obiettare che il PageRank fornito dalla toolbar costituisca un'approssimazione sufficiente a decidere con chi scambiare link (altra pratica figlia della disperazione, se fatta principalmente in funzione dei motori di ricerca, ma ne parlerò un'altra volta), tuttavia anche questo sarebbe sbagliato perché, oltre al fatto che esso non è più basato sul PageRank reale, esiste un ulteriore fenomeno alquanto subdolo, quello del PageRank non trasmissibile.

Il PageRank non trasmissibile colpisce solo alcune pagine web. A volte si tratta di pagine selezionate manualmente dagli operatori di Google, altre volte il fenomeno colpisce pagine selezionate da algoritmi. Il risultato è sempre lo stesso: la pagina colpita mantiene totalmente il proprio valore di PageRank ma non è in grado di trasmetterlo ad altre pagine attraverso i link.

Questo fenomeno rappresenta per webmaster e SEO una fregatura consistente perché nelle loro cieche battute di caccia di link da pagine dal PageRank alto, rischiano in qualsiasi momento di scambiare o acquistare link che appariranno su pagine che non trasmetteranno alcun beneficio.

Una volta ho fatto conoscere un tool di Motoricerca.info ad un webmaster, invitandolo a pubblicare un link sul suo sito nel caso in cui avesse trovato il tool interessante. Il webmaster accettò e pubblicò un link a Motoricerca.info su una sua pagina con PageRank otto e con pochissimi link in uscita, ma io sapevo già che la pagina del mio tool non avrebbe ricavato alcun beneficio di PageRank, perché la pagina di quel webmaster non poteva trasmettere PageRank attraverso i link. E così è stato, ed è ancora.

Facciamo il punto della situazione: i webmaster scambiano o acquistano link in base ad un indicatore slegato dai veri valori che influiscono sul posizionamento e per giunta del tutto inconsapevoli che il link scambiato o acquistato potrebbe avere influenza zero.

Cosa manca a questo quadretto? Ah, sì. L'ignoranza e il fascino degli elementi mistici.

Partiamo da un presupposto: è teoricamente possibile ottenere un valore di PageRank reale e più preciso effettuando alcuni test, ma tali test richiedono nozioni di aritmetica che, per quanto semplici (qualche divisione ed elevazione a potenza), sono estranee all'approccio mentale del webmaster medio, che gradisce l'aritmetica, anche quella delle scuole elementari, esattamente come Superman gradisce la Kriptonite.

E chi sono io per provocare atroci convulsioni al webmaster medio? Nessuno. Però non posso tacere il fatto che la stessa allergia all'aritmetica che impedisce al webmaster medio di carpire una briciola di ciò che il PageRank è realmente, causa scenari ancora più degradandi. Qui subentra quello che chiamerò "Teorema di Wanna Marchi".

Il Teorema di Wanna Marchi afferma che più una persona vive all'interno di un ambiente o di una comunità che non incentiva lo sviluppo della cultura e maggiore sarà la probabilità che tale persona sia disposta a farsi infinocchiare, dando qualcosa (a volte molto) in cambio di nulla.

E' quello che sta avvenendo, da anni, anche col PageRank. Coloro che ne vanno a caccia non sono coloro che ne possiedono una buona conoscenza; al contrario, si tratta di persone che lo conoscono abbastanza poco da credere realmente a quanto afferma una barretta verde. Inoltre il fascino dell'elemento mistico e misterioso, del Santo Graal del posizionamento che gli stessi webmaster e SEO hanno cucito attorno al PageRank, non aiuta certo queste persone ad ottenere risultati migliori.

Il primo soggetto ad acquisire un vantaggio da questa sottocultura dilagante è lo stesso Google. Ormai il motore di ricerca è corso ai ripari per ridurre consistentemente gli effetti negativi derivanti dai webmaster e SEO che tentano di manipolare il PageRank a proprio piacimento, per cui ritengo che l'attuale politica del motore di ricerca sia vicina al disinteresse. Qualcosa del tipo: "Ammazzatevi pure a cercare link su pagine dal PR alto, perché ormai sappiamo come minimizzare il problema.".

Altri soggetti che approfittano dell'ignoranza dei webmaster sono tutti quei siti o pagine che scambiano link attraverso una struttura centralizzata, sostenendo che questo faccia bene al PageRank di tutti i siti che partecipano allo scambio.

E' falso. Al massimo si livella un minimo il PageRank di tutte le pagine che partecipano alla scambio, e la pagina che acquisisce i benefici maggiori è quella del sito sul quale si centralizza lo scambio, non tanto per il PageRank acquisito quanto per il fatto che generalmente questi "siti benefattori" ottengono una discreta quantità di link con un anchor text ben preciso. Questo è un vantaggio che supera quello del PageRank, perché costituisce un fattore importante per il posizionamento su molteplici motori di ricerca.

Insomma, sembra proprio che a saperne più degli altri si possano ottenere vari vantaggi. Tenuto conto che i motori di ricerca e il posizionamento sono un argomento ancora piuttosto sconosciuto alla stragrande maggioranza dei webmaster, si deduce che non deve nemmeno essere difficile trovare polli da spennare o, più semplicemente, da sfruttare.

Tra l'altro, chi è ignorante di posizionamento è perfettamente consapevole delle proprie carenze culturali. Per tale ragione si tratta di una vittima attaccabile su diversi fronti:


  • E' psicologicamente incline a fidarsi di chi apparentemente ne sa più di lui, ma non è in grado di determinare il reale grado di conoscenza della persona della quale ha deciso di fidarsi.

  • In caso di problemi tende ad attribuirli alla propria ignoranza. Se la pagina non sale di posizione o se il sale non si scioglie, il webmaster probabilmente penserà di aver commesso un errore, non che l'intero approccio al problema del PageRank sia errato.

  • La consapevolezza di temere la Kriptonite lo spinge a trovare sempre soluzioni alternative, e si sente attratto da trucchi ed espedienti, più che da studi e test. Un elemento come il PageRank possiede tutte le caratteristiche per farlo capitolare: ha un nome fantasioso, gli è completamente incomprensibile, tutti ne parlano come "il trucco da sapere per salire nei risultati dei motori" e l'impegno mentale richiesto è prossimo allo zero. Aggiudicato!

Ma se davvero la stragrande maggioranza delle chiacchiere attorno al PageRank sono frutto di una ignoranza del funzionamento suo e degli strumenti che ipoteticamente dovrebbero fornire tale valore (toolbar o directory di Google), e se i modi per accedere a valori di PageRank realistici sono complessi, che vantaggio si ha nello studiarlo?

Beh, non è il PageRank ad essere inutile, è la sua esasperazione come fenomeno di massa ad essere dannosa, in quanto il fenomeno ha perso aderenza con ciò che realmente il PageRank è.

Nell'ipotetico caso in cui Google decidesse un giorno di smettere di fornire il valore di PageRank ad utenti e webmaster, tutti coloro che finora hanno vissuto all'interno di questo "sottobosco culturale", che identifica nel PageRank un elemento indispensabile o, peggio, la bacchetta magica che elimina tutte le carenze dei siti sviluppati dai webmaster, si vedranno perduti.

E' quello che sta succedendo nel momento in cui scrivo in molti forum SEO, allarmati dal fatto che in questo momento la toolbar visualizza solo un indicatore grigio, già da molte ore.

Incredibilmente, uno dei migliori metodi per acquisire il maggiore valore di PageRank per il proprio sito consiste nell'allontanarsi dalle pratiche di caccia del PageRank e basare le proprie scelte su una metodologia più generale in cui il PageRank non è più un fine o un mezzo bensì un semplice e naturale effetto collaterale.

Ad esempio, invece di stare a cercare pagine dal PR alto con cui scambiare link, potrebbe essere una mossa intelligente cercare siti in tema col proprio e sopratutto ben fatti, anche se nati da poco. Un sito che promette bene e i cui contenuti possono venire considerati interessanti dagli utenti è destinato a veder crescere nel tempo il proprio valore di PageRank in maniera naturale. Un link su quel sito potrebbe non comportare un effetto positivo immediato, ma col crescere del suo PageRank crescerà anche l'apporto che i link su quel sito daranno ai siti esterni.

Inoltre è sicuramente più piacevole per il webmaster di un sito giovane vedere riconosciuta la qualità dei suoi contenuti in tempi "non sospetti" anziché presentarsi a lui qualche anno dopo come il solito ed ennesimo webmaster che vuole scambiare link con siti dal PR alto.

Il PageRank è stato ideato per essere un elemento passivo, nato solo per misurare l'importanza delle pagine web e non per alterarla. Purtroppo dalla sua introduzione webmaster e SEO hanno preso decisioni in funzione del PageRank, e questo non ha certo incentivato la qualità del Web né quella dei risultati di ricerca di Google.

E' improbabile che Google smetta di fornirlo agli utenti, perché è già assodato che sia la valenza del PageRank stesso sia ciò che la toolbar mostra sono due elementi molto meno significativi rispetto al passato.

L'importante è imparare a non essere dipendenti dalla famigerata barretta verde. Invece di misurare il siti web in base ad un valore numerico tra zero e dieci, sarebbe molto più produttivo misurarli in base ad una scala che va da "Inutile" ad "Eccellente". I risultati saranno migliori anche per il proprio sito web.


Enrico Altavilla

< Torna alla pagina con le notizie più recenti

<< Torna alla pagina principale di Motoricerca.info