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Newsblog (maggio 2005)

Dopo non aver mostrato nulla per alcuni giorni, l'indicatore del PageRank sulla toolbar di Google torna, lentamente, a funzionare.
31 maggio '05 06:49:52
Dopo un tranquillo week-end di paura che ha fornito attraverso i forum di discussione una chiara indicazione di quanto diversi SEO abbiano scelto di dipendere dall'indicatore del PageRank sulla toolbar di Google, quest'ultima sta tornando lentamente a funzionare (come era evidente che accadesse) mostrando il PageRank dopo un fine settimana in cui l'indicatore non accennava a funzionare.

A partire da questa pagina di una discussione su Webmasterworld, GoogleGuy stesso conferma in diversi messaggi il ritorno dell'indicatore e si stupisce di tutte le discussioni nate durante le scorse ore promettendo però, visti i cataclismi psicologici procurati dalla scomparsa del PageRank, che eventuali casi simili futuri verranno gestiti con maggiore celerità.

Tecnicamente, è plausibile che GoogleGuy non abbia dell'indicatore del PageRank la stessa percezione dei SEO: l'indicatore è stato effettivamente creato solo per fornire un'informazione di massima agli utenti, non ai SEO. Tuttavia è quantomeno strano che un ingegnere di Google non abbia piena consapevolezza del fenomeno che ha visto trasformare il PageRank in merce di scambio tra i webmaster.

E' teoricamente possibile che GoogleGuy si sia stupito di tutto il vociare delle scorse ore perché ha dimenticato per un momento che i SEO, a differenza di lui, non sono consapevoli di quanto poco utile sia l'indicatore della toolbar ai fini del posizionamento.

Di questa vicenda ho parlato fin troppo. Ma ritengo che sia Google sia i SEO possano aver imparato da questo episodio qualcosa di utile per il proprio lavoro. Anche se la maggior parte dei webmaster tornerà, ahimè, a rifiutare o accettare link in base a quello che mostra la barretta verde.

Dei ricercatori israeliani hanno progettato un software che permette agli utenti di effettuare ricerche con la voce e farsi leggere i risultati.
31 maggio '05 06:23:00
Un team di ricercatori della Ben Gurion University di Negev ha sviluppato Maestro, un software pensato per chi guida un'autovettura e in grado di effettuare ricerche sul web accettando comandi vocali dall'utente.

Questo articolo di Israel21c.org delinea le principali caratteristiche del software. Composto di diverse parti e tecnologie, Maestro attende che l'utente pronunci i termini da cercare, li traduce in testo ed effettua la ricerca di tale testo con un normale motore di ricerca. Successivamente, i risultati della ricerca vengono letti all'utente da una voce sintetizzata.

L'obiettivo è quello di permettere agli automobilisti di utilizzare il web dall'abitacolo di un'autovettura senza che debbano usare le mani o distogliere lo sguardo dalla strada. Tra i compiti che la ricerca impone ai ricercatori rientra quello di analizzare il comportamento dei conducenti durante l'uso del software per controllare che la guida non venga compromessa in alcun modo. Si tratta di una necessaria condizione affinché Maestro faccia il primo passo verso la fase di commercializzazione.

Jim Lanzone, Senior Vice President delle Search Properties di Ask Jeeves, risponde alle domande degli utenti sul forum di Cre8asite.
31 maggio '05 06:03:56
Visto che Ask Jeeves vuole proponsi agli utenti come il "quarto motore di ricerca" dopo Google, Yahoo! ed MSN, ultimamente si dà molto da fare sia per quanto riguarda l'introduzione di novità tecnologiche sia per quanto concerne le pubbliche relazioni.

In questo momento questa discussione su Cre8asite ospita una sessione di domande e risposte che vede protagonista Jim Lanzone, Senior Vice President di Ask Jeeves. Ogni utente registrato al forum può porre domande sui piani di Ask Jeeves per il futuro, alle quali Lanzone risponderà nel giro di poche ore.

Le prime domande hanno già trovato risposta e Lanzone continuerà a partecipare alla discussione durante le prossime ore.

Ho trovato interessante una domanda posta da Rand Fishkin (Randfish), che ha chiesto come Ask deciderà di gestire l'attributo "nofollow" dei link. Lanzone ha passato la domanda ad altri due rappresentanti di Ask, e ritengo che la loro risposta (che al momento in cui scrivo deve ancora essere pubblicata) possa fornire interessanti indicazioni ai SEO circa la reale utilità dell'attributo nofollow dei link.

29 maggio '05 18:41:31
Nel momento in cui scrivo, la toolbar di Google non mostra più il PageRank (barra grigia), per nessuna pagina. Ovviamente anche tutti gli altri strumenti online che visualizzano il PageRank di pagine web presentano gli stessi problemi, in quanto essi si limitano a chiedere il valore di PageRank ai server di Google, che in questo momento rispondono "ciccia".

E' una situazione che perdura già da diverse ore ed i forum sui motori di ricerca si sono riempiti (al solito) di congetture e ipotesi sulla possibilità che Google abbia deciso di non mostrare più il PageRank agli utenti.

Si tratta dei soliti allarmismi privi di fondamento. Non è la prima volta che la toolbar smette di mostrare il PageRank per un po' di tempo, giusto quanto basta per risolvere il problema tecnico o per riaggiornare qualche indice. L'indicatore del PageRank tornerà a colorarsi di verde, perché la sua esistenza permette a Google di generare dipendenza tra i webmaster e SEO più faciloni (perdonate il termine).

Per tale ragione, a Google non converrebbe affatto eliminare l'indicatore dalla toolbar bensì lasciarlo lì e fargli mostrare un'indicazione fuorviante o inutile ai SEO. E' quello che avviene già da qualche anno.

Ma perché, nell'anno 2005, si assiste ancora a tali scene di pubblica confusione e delirio alla sola ipotesi che Google possa smettere di visualizzare il PageRank? Quanto è davvero importante il PageRank mostrato dalla toolbar e cosa accadrebbe se in futuro Google decidesse davvero di non fornirlo più? Questo articolo risponderà a tutte queste domande...

La notizia continua. Leggi il seguito...

In anticipo sulle previzioni, BitTorrent ha aperto il proprio motore di ricerca ufficiale, in grado di effettuare ricerche sull'intero network P2P.
28 maggio '05 07:35:32
Come anticipato in questa notizia di appena qualche giorno fa, BitTorrent ha ufficialmente aperto il proprio motore di ricerca.

Dopo alcuni problemi tecnici iniziali, che comportavano estenuanti attese prima di ottenere i risultati di ricerca, il motore adesso pare comportarsi egregiamente. Effettuando alcune ricerche si nota che il sistema per l'ordinamento dei risultati in base al traffico di ciascun "torrente" funziona alquanto bene e la velocità di risposta del motore è ottima.

Per ogni risultato riportato, il motore indica la velocità stimata di prelievo, il numero di file che compongono il torrente, la dimensione in byte della risorsa individuata e un link che conduce l'utente ad una pagina di dettagli, attraverso la quale è possibile anche inserire una recensione della risorsa. E, ovviamente, un link al tracker che consente il prelievo del file.

Da notare che i link sponsorizzati che appaiono a fianco dei risultati di ricerca sono forniti da Ask Jeeves, che a sua volta li ottiene da Google/AdWords.

28 maggio '05 06:43:36
Mindset è uno nuovo "giocattolo" sviluppato dagli ingegneri di Yahoo! e frutto dell'applicazione di algoritmi di machine learning (apprendimento automatico) e classificazione del testo.

Con Mindset è possibile effettuare una normale ricerca con il motore di Yahoo! ma ordinare i risultati in base a quanto sono commerciali o informativi, attraverso un controllo orizzontale presente in cima alla pagina di ricerca.

Se il controllo viene lasciato al centro, l'ordine dei risultati è quello del normale algoritmo di rilevanza di Yahoo!. Più si sposta (col mouse) il controllo a sinistra e più l'ordine dei risultati proporrà in cima quelle pagine web considerate "commerciali" da Yahoo!. Allo stesso modo, più il controllo viene spostato a destra e maggiore sarà la presenza in cima ai risultati delle pagine web considerate "informative".

L'idea non è nuova. Tra i motori di ricerca che offrono qualcosa di molto simile c'è quello di MSN, con la voce "Valutazione risultati" della sua ricerca avanzata. Ma Mindset presenta lo strumento in modo più semplice e più comodo da usare.

I risultati di Mindset sono abbastanza buoni. Per esempio, cercando [Ferrari] e spostando il controllo all'estrema sinistra appaiono effettivamente più spesso i siti di concessionari Ferrari e di merchandise mentre muovendo il controllo all'estrema destra appaiono in cima pagine di tipo informativo, come voci e definizioni di enciclopedia o biografie di Enzo Ferrari.

Sulla pagina delle FAQ di Mindset viene spiegato accuratamente il funzionamento dello strumento e vengono forniti anche alcuni particolari sulle tecniche informatiche utilizzate per realizzarlo.

Una delle caratteristiche di implementazione che a mio parere dovrebbe essere rivista consiste nell'influenza dell'ordinamento standard di Yahoo! quando il controllo di Mindset viene spostato: più ci si avvicina ad una delle due estremità, infatti, e meno peso ha l'ordinamento standard, in favore dell'ordinamento sul criterio commerciale/informativo.

Il problema risiede nel fatto che tutti i controlli sulla qualità e l'importanza delle pagine appartengono solo all'algoritmo dell'ordinamento standard e per tale ragione è possibile notare sempre più pagine "spazzatura" via via che il controllo si allontana dal centro, in una qualsiasi delle due direzioni.

Eric Schmidt, CEO di Google, ha rilasciato un'intervista ad Information Week nella quale risponde ad interessanti domande fornendo particolari degni di nota.
28 maggio '05 05:53:48
Apprendo dal blog di Searchenginewatch che Eric Schmidt, CEO di Google, ha rilasciato ad Information Week questa corposa intervista.

Benché non siano presenti rivelazioni di alcun genere, alcune delle domande poste meritano di essere lette perché forniscono particolari interessanti sul modello degli affari di Google e sulla filosofia con cui i progetti interni vengono portati avanti.

In particolar modo, ho trovato interessante l'affermazione secondo la quale Google è ben disposto a lasciare spazio ai motori di ricerca specializzati in specifici settori in quanto non sarebbe conveniente per il motore di Mountain View progettare, implementare e inglobare nella ricerca principale caratteristiche volte a migliorare solo i risultati di ricerca su temi specifici.

Ask Jeeves migliora la caratteristica delle ricerche correlate e introduce un nuovo modo per fornire risposte dirette alle domande degli utenti.
28 maggio '05 05:44:49
Ask Jeeves ha introdotto due nuove caratteristiche nei risultati di ricerca che promettono di facilitare le ricerche agli utenti.

La prima di queste due caratteristiche consiste in un miglioramento delle "ricerche correlate" che Ask Jeeves propone già da tempo all'utente. Tale novità, chiamata "Zoom", fornisce per ogni ricerca effettuata tre tipologie di link correlati: ricerche più specifiche ("Narrow Your Search"), ricerche più generiche ("Expand Your Search") e nomi correlati ("Related Names").

Ad esempio, cercando [Rome] vengono proposte ricerche più specifiche sulla storia di Roma, la sua mappa e l'impero romano, ricerche più generiche che riguardano l'Italia, la Grecia e altre locazioni del bacino mediterraneo, e infine viene proposto Giulio Cesare come nome correlato alla ricerca "Roma".

Queste proposte, che vengono mostrare in una colonna a fianco dei normali risultati di ricerca, vengono individuate da un nuovo algoritmo sviluppato dagli ingegneri di Fast, che pare si discosti alquanto da simili algoritmi utilizzati dalla concorrenza. Mentre altri motori di ricerca costruiscono liste di ricerche correlate basandosi essenzialmente sulla copresenza di keyword nel testo, Ask Jeeves crea i suggerimenti al volo basandosi su siti appartenenti a "comunità del web" che hanno a che fare con la ricerca effettuata dall'utente.

La seconda caratteristica introdotta dal motore di ricerca si chiama "Web Answers" e consiste nel fornire agli utenti che pongono al motore una domanda una risposta diretta oltre ai consueti risultati di ricerca.

La differenza tra Web Answers e analoghi servizi presenti in altri motori di ricerca, come Google o MSN, consiste nel fatto che Ask Jeeves non presenta all'utente delle risposte preparate in precedenza bensì risposte individuate in tempo reale tra le pagine risultanti dalla ricerca stessa. Ad esempio, cercando [what is the deepest point on earth], Ask Jeeves propone in cima ai risultati di ricerca un link ad una pagina web dalla quale viene estratta la risposta diretta alla domanda.

26 maggio '05 10:15:46
Digimarc Image Search è un software gratuito e disponibile per Windows XP/2000 prodotto da Digimarc per cercare immagini sul proprio desktop.

L'applicazione è in grado di analizzare le immagini presenti sul PC dell'utente e aggiornarle, inserendo in ciascuna di esse alcune meta-informazioni che possono successivamente risultare utili in fase di ricerca. Queste meta-informazioni comprendono date, keyword, descrizioni, categorie, copyright e dati di altro genere.

Sebbene Digimarc Image Search funzioni anche come prodotto a sé stante (i risultati di ricerca vengono mostrati attraverso Internet Explorer), Digimarc ne consiglia l'utilizzo in coppia con un software di ricerca sul desktop tra quelli realizzati da Google, Yahoo! o MSN. E' infatti possibile indicare al software di Digimarc di dirottare le ricerche verso uno dei tre motori menzionati e la ricerca avverrà più velocemente, pur continuando a sfruttare le meta-informazioni inserite da Digimarc nelle immagini.

26 maggio '05 08:05:50
Similarmente a quanto osservato in passato in questa notizia, pare che Google abbia deciso di effettuare nuovi test con AdSense, introducendo una nuova, piccola, caratteristica.

Diversi interventi nei blog, tra i quali questo e quest'altro hanno evidenziato che in alcuni casi gli AdSense appaiono con una piccola icona grafica in alto a sinistra, che identifica l'inserzionista. Il formato dell'elemento grafico è di soli sedici pixel per lato e al momento non è stato comunicato se tale caratteristica verrà allargata a tutti i publisher o se è destinata a rimanere un'eccezione concessa a pochi inserzionisti.

26 maggio '05 07:50:19
Attualmente in versione beta, Exalead è un nuovo motore di ricerca che indubbiamente introduce nel settore alcune novità che potrebbero migliorare la qualità dei risultati di ricerca e fornire un'esperienza migliore agli utenti.

Le innovazioni introdotte riguardano sia alcune nuove tipologie di ricerca che i motori concorrenti attualmente non forniscono sia la visualizzazione dei risultati.

Una caratteristica interessante, alla quale si accede dalla pagina della ricerca avanzata consiste nel poter effettuare non solo ricerche esatte di termini ma anche ricerche "fuzzy", ovvero in cui i termini non devono apparire necessariamente nei risultati di ricerca. La voce da scegliere per ottenere questo risultato è "preferably contain", ovvero "che preferibilmente contengono", seguita dai termini da cercare.

E' anche possibile cercare, oltre alle parole esatte, anche le parole che iniziano con una serie di caratteri ed è persino possibile indicare un'espressione regolare invece del normale termine (le espressioni regolari, dette regex, sono delle espressioni testuali che descrivono un testo specificando le sue caratteristiche e vengono usate per individuare tutti i testi che combaciano con un'espressione). I tempi di risposta del motore di ricerca sono attualmente ottimi, tenuto conto che certe regex richiedono a volte tempi di calcolo consistenti e che Exalead indicizza già un miliardo di documenti.

Un ulteriore modo per effettuare ricerche consiste nell'indicare al motore di cercare non le parole esatte ma le parole che "suonano come" quelle inserite o, ancora, le parole "scritte in maniera simile" ai termini specificati dall'utente; molto utile quando non si conosce esattamente la sintassi di una parola.

Anche per quanto riguarda l'interfaccia utente, Exalead offre una nutrita serie di caratteristiche, che non tutti i motori concorrenti propongono. Oltre ad una colonna che appare a sinistra dei risultati di ricerca e che contiene liste di termini o di categorie correlate alle parole cercate dall'utente, Exalead propone anche dei filtri che consentono di far visualizzare solo i documenti di uno specifico stato o in uno specifico formato.

Si può anche decidere come far mostrare i documenti individuati dal motore: in maniera testuale, accompagnati da una miniatura della pagina web o ancora presentati solo attraverso miniature. Per ogni risultato di ricerca, Exalead indica anche la categoria ODP in cui la pagina è eventualmente presente.

Indubbiamente, un motore di ricerca che merita un'occhiata.

MicroSoft ha annunciato un software di prossima uscita che promette di dare dura battaglia a servizi quali Google Maps e Yahoo! Maps.
26 maggio '05 07:20:24
Durante la conferenza D3 tenutasi questa settimana, MicroSoft ha annunciato la prossima attivazione di un software e servizio online dedicato alla visualizzazione di mappe e alla ricerca di locazioni.

In un articolo di Directions Magazine che riassume bene le caratteristiche del nuovo prodotto si prende atto già solo dalle foto del grado di innovazione che MSN Virtual Earth, questo il nome del servizio, sarà in grado di apportare all'esperienza di ricerca e navigazione geografica degli utenti.

Probabilmente una delle caratteristiche più appariscenti è la possibilità di visualizzare le mappe attraverso foto aeree "oblique", ovvero scattate con un angolo di 45 gradi rispetto agli edifici. Queste foto, prodotte da Pictometry per MicroSoft, non solo forniscono un'esperienza visiva superiore rispetto a quella proposta da semplici foto riprese dall'alto ma permettono anche all'utente di visualizzare una locazione geografica da quattro punti di osservazione differenti, uno per direzione geografica. In questo modo sarà possibile vedere anche "dietro" un edificio e girarci attorno per acquisire un'idea molto più chiara e realistica dell'ambiente.

Saranno anche disponibile le ormai consuete foto dall'alto, quelle prese perpendicolarmente al suolo, così come si potrà sovrapporre alle foto la cartina stradale ed evidenziare sulla mappa le locazioni di esercizi commerciali e altri luoghi, come fatto da altre tecnologie concorrenti, quali Google Maps e gli "hack" che diversi programmatori hanno creato per il servizio di mappe di Google.

Questo Video di channel 9 rende bene l'idea del tipo di visualizzazioni che MSN Virtual Earth è in grado di proporre all'utente.

Google ha appena pubblicato versioni del proprio Desktop Search in molte lingue, tra le quali l'italiano.
25 maggio '05 06:02:29
Dal blog di Google apprendo che il loro software per la ricerca di file sul PC è stato localizzato in molteplici linguaggi, tra i quali lo spagnolo, il francese, il tedesco, il cinese e l'italiano: Google Desktop Search in italiano.
25 maggio '05 00:34:51
Circa un mese fa, sembrava che Google avesse risolto il problema dei redirect 302, che tanti grattacapi aveva causato a molti webmaster. Ne aveva parlato anche questo newsblog in questa notizia, considerando la questione apparentemente risolta.

Ma l'hijacking torna in tutto il suo splendore con l'ultimo aggiornamento di Google, facendo una vittima illustre: Google stesso. Molti weblog stanno infatti riprendendo (qui e qui, ad esempio) la notizia che cercando [AdSense] o [Google AdSense] in Google, si nota che il sito web in cima ai risultati non corrisponde alla pagina ufficiale del servizio AdSense bensì ad una pagina con redirect che punta alla pagina ufficiale di Google.

Il redirect è stato effettuato con un normalissimo meta tag refresh META HTTP-EQUIV="Refresh" CONTENT="0; URL=https://www.google.com/adsense/", che sembra venga equiparato da Google ad un redirect lato server 302.

Questo problema dell'hijacking sta diventando, oltre che una reale scocciatura per molti webmaster, anche una vera e propria spina nel fianco di Google, che a quanto pare non riesce a rimuoverlo definitivamente.

Un mese fa, quando sembrava risolto, GoogleGuy (il rappresentante di Google che ogni tanto fa capolino sui forum SEO) aveva specificato che la natura del problema risiedeva nel fatto che Google, in presenza di un redirect, doveva cercare di comprendere quale delle due pagine (il redirect o la destinazione) andava considerata quella "ufficiale" e che per far ciò l'algoritmo si basava, tra gli altri fattori, anche sul valore di PageRank delle pagine.

Il fatto che una pagina pressoché sconosciuta sia riuscita a scalzare dai risultati di ricerca la pagina ufficiale di AdSense, può indicare solo tre possibili scenari: 1) l'algoritmo per l'individuazione della pagina ufficiale sfrutta molti altri fattori oltre al valore di PageRank delle pagine o che al PageRank viene attribuito un peso alquanto basso; 2) la pagina ufficiale di AdSense possiede un reale valore di PageRank basso, magari a seguito di una sua normalizzazione da parte di qualche algoritmo (quello che alcuni webmaster chiamerebbero erroneamente "penalizzazione"); 3) il problema è molto più complesso da quello che GoogleGuy ha voluto mostrare pubblicamente.

24 maggio '05 23:34:33
PhysOrg.com pubblica una notizia che spiega come un professore del Georgia Tech, Vijay Vazirani, e due suoi studenti, Aranyak Mehta e Amin Saberi, hanno sviluppato un algoritmo in grado di aumentare gli introiti del modello di pubblicità PPC adottato da Google.

Attualmente tale modello (ovvero AdWords) chiede all'inserzionista di specificare il massimo buget giornaliero e garantisce la posizione più alta a chi è disposto a pagare di più. Gli studiosi universitari hanno dimostrato che questa metodologia non porta, globalmente, al guadagno maggiore per il motore di ricerca.

Chi è disposto a pagare di più, infatti, potrebbe terminare il proprio budget in poco tempo e così uscire velocemente dall'asta, riducendo la competitività per quella keyword. Invece, un algoritmo di ranking che prendesse in considerazione non solo la cifra massima che si è disposti a spendere ma anche il budget rimanente potrebbe consentire all'inserzionista di rimanere più tempo "in gioco" e alla keyword di rimanere competitiva.

Gli studiosi hanno chiesto un brevetto provvisorio per l'algoritmo, allo scopo di mantenerlo di pubblico dominio, e hanno discusso del loro studio con diversi rappresentanti di Google. Trovate qui [Postscript] il documento che illustra l'algoritmo e qui [PDF] un articolo correlato.

Durante una sessione di domande e risposte tenutasi con i responsabili dei tre principali motori di ricerca, MSN ha fornito un particolare tecnico di AdCenter.
24 maggio '05 23:34:26
Andy Beal ha prodotto un riassunto di una sessione di domande e risposte tenutasi con alcuni rappresentanti dei tre principali motori di ricerca (Google, Yahoo! e MSN) durante l'Annual Catalog Conference.

Oltre alle consuete domande inerenti click fraud e tecniche per migliorare la posizione nei risultati di ricerca, è stata posta al rappresentante di MSN una domanda circa le modalità di pagamento che MSN intende utilizzare per il loro AdCenter. Oltre a rispondere che non è prevista un'inclusione a pagamento, è stato affermato che MSN introdurrà un fattore aggiuntivo alla solita formula CPC x CTR, e che tale fattore è di tipo demografico.

Da quel poco che è possibile ipotizzare da questa affermazione, pare che la visibilità delle inserzioni pubblicitarie sarà determinata anche in funzione della tipologia di utenti che mostra (on non mostra) interesse nella pubblicità.

Entro due settimane BitTorrent prevede di inaugurare il suo motore di ricerca ufficiale, con tanto di link sponsorizzati.
24 maggio '05 23:34:17
Questo articolo di Wired News annuncia la prossima nascita del motore di ricerca ufficiale di BitTorrent, uno dei principali protocolli utilizzato per il libero scambio di file tra utenti.

La società, finora finanziatasi attraverso la semplice vendita di gadget e l'accettazione di donazioni PayPal, sembra essersi decisa a compiere un passo importante, iniziando a guadagnare attraverso alcuni link sponsorizzati (forniti da Ask Jeeves) che appariranno a fianco dei risultati organici di ricerca e sfidando i probabili problemi legali che un motore di ricerca di contenuti liberi potrebbe far nascere.

Dai primi test effettuati, infatti, sembra che il motore di ricerca non si sia fatto alcuno scrupolo nel presentare, tra i risultati di ricerca, link a contenuti coperti da copyright, come film appena usciti al botteghino.

E' interessante notare quali elementi influiranno sull'ordine in cui i risultati di ricerca verranno presentati agli utenti: similarmente a diversi motori di ricerca per il Web, quello di BitTorrent ordinerà i file individuati anche in base alla loro popolarità, monitorando per ogni file l'ampiezza dei flussi di trasferimento tra gli utenti e premiando nei risultati i file su cui viene speso il maggior traffico.

Il motore permetterà la ricerca di file di qualsiasi genere: video, audio, software, testi, e verrà ospitato sul sito ufficiale della società.

21 maggio '05 03:33:16
Intorno ai servizi più interessanti creati dai motori di ricerca nascono sempre diversi hack, realizzati da programmatori o webmaster per ampliarne le finalità e l'utilità.

Nella stragrande maggioranza dei casi, i webmaster realizzano tali software per puro piacere, ma Yahoo! ha annunciato una sfida (Y!Q Challenge) che vedrà i vincitori intascare un gruzzolo di 5.000 dollari e consistente nell'implementare il servizio di ricerca contestuale Y!Q in modo innovativo e originale nei propri siti web.

Y!Q è un servizio di Yahoo! che consente di effettuare ricerche in base a qualsiasi contenuto il webmaster intenda fornirgli. L'uso più classico di tale servizio consiste nell'aggiungere un richiamo ad una ricerca di Y!Q vicino il testo di una news o di un intervento in un blog o forum: Y!Q fornirà dei risultati di ricerca che hanno a che fare con le parole presenti nel testo.

Adesso Yahoo! ha deciso di spronare i webmaster ad individuare nuovi modi per sfruttare tale tecnologia di ricerca contestuale e 5.000 dollari son parsi un buon incentivo oltre, ovviamente, alla gloria.

Il motore di ricerca americano acquista Excite Italia per 6,1 milioni di euro, con l'obiettivo di rafforzare la propria presenza in Europa.
21 maggio '05 03:16:17
Ask Jeeves, con l'obiettivo di rafforzare sempre più la propria presenza in Europa, ha acquistato Excite Italia da Tiscali: Excite Italia controlla Excite Europe e di conseguenza l'acquisizione permetterà ad Ask Jeeves di continuare il progetto di espansione europea già iniziato da alcuni mesi.

Tiscali ha dichiarato di aver ceduto Excite Italia per la cifra di 6,1 milioni di euro, al fine di focalizzare le proprie forze sulla diffusione del portale sotto il marchio Tiscali.

Il motore di ricerca fa il primo passo verso l'aggregazione di diversi suoi servizi all'interno di un'unica pagina, personalizzabile dall'utente.
21 maggio '05 02:47:02
Annunciato durante il recente Factory Tour, Google ha finalmente compiuto un primo passo verso l'aggregazione visuale dei servizi, come già altri motori di ricerca e portali hanno fatto in passato, creando la Google Personalized Homepage ovvero la "homepage personalizzata di Google".

Proprio sul nome di questo servizio si sono susseguiti, nel corso delle scorse ore una ridda di smentite, congetture e ipotesi nate poco prima che il servizio fosse presentato ufficialmente durante il Factory Tour, grazie ad un blogger che aveva individuato anzitempo tutti gli slide che sarebbero stati mostrati durante l'evento in corso. E' per questo che il progetto è stato chiamato ora "Fusion", ora "IGoogle", ora semplicemente "Personalized Google Homepage".

L'ultima dicitura è quella corretta, mentre il termine "Fusion" viene utilizzato da Google per identificare l'inizio del processo di aggregazione e integrazione dei tanti suoi servizi, di cui la homepage personalizzata rappresenta solo il primo passo.

Accedendo ad essa ci si trova di fronte la familiare sezione per effettuare una ricerca, seguita da una immagine che invita ad attivare il servizio di personalizzazione. Per procedere, è necessario possedere un Google Account e identificarsi a Google effettuando il login, dopodiché sarà possibile procedere alla personalizzazione della homepage del motore di ricerca accedendo ad una pagina di configurazione, che consente di scegliere quali servizi si intende far visualizzare al motore.

Tra i servizi visualizzabili, uno che risulterà particolarmente utile è quello che mostra ai possessori di una casella postale GMail gli ultimi messaggi ricevuti, con la possibilità di accedere al servizio di posta di Google cliccando dei link.

Gli altri servizi riguardano le ultime notizie di Google News, di alcune testate giornalistiche (New York Times, BBC News, Wired News) o di Slashdot. Non manca la possibilità di far mostrare le condizioni meteo di una qualunque località (statunitense), indici borsistici o "la parola del giorno". L'utente può decidere liberamente quali elementi far mostrare e anche la loro posizione all'interno della homepage di Google, spostando i riquadri semplicemente con il mouse.

Durante le ultime ore si è molto parlato della "portalizzazione" di Google e del fatto che questa mossa non giunge certo inaspettata: il passo più logico che ci si aspettava da Google era proprio la realizzazione di una pagina che permettesse agli utenti di accedere ai diversi servizi offerti dal motore di ricerca. Tuttavia sarebbe attualmente improprio parlare di "portale" o paragonare questo nuovo servizio di Google ai portali che esistono da anni, come Yahoo! o MSN. L'offerta di Google, infatti, si discosta parecchio da quella dei portali già affermati, sia per quanto riguarda la mole di informazioni fornite dai concorrenti, sia per quanto concerne la loro tipologia. All'orizzonte non si intravedono servizi di videogiochi o di oroscopi o di chat (che i concorrenti già offrono), ed è improbabile che Google si decida ad aggiungere tali caratteristiche nell'immediato futuro.

La homepage personalizzata, invece, andrebbe vista più semplicemente come il tentativo di offrire all'utente la possibilità di organizzare le informazioni come meglio preferisce, in modo da potervi accedere in tempi stretti e specificando nei particolari le caratteristiche di ogni elemento pubblicato sulla homepage del motore. Questo non significa che la personalizzazione della homepage non rientri in un progetto più ampio, ma non significa nemmeno che il futuro di Google sia quello di emulare, nelle finalità e nello stile, il comportamento dei mega-portali esistenti sul Web.

Google ha rilasciato una nuova versione del suo Desktop Search creata per venire incontro alle esigenze di aziende e imprese.
21 maggio '05 02:46:57
Google Desktop Search for Enterprise è una nuova versione del software di Google per l'indicizzazione e la ricerca di file sul proprio PC, dedicata espressamente alle aziende e alle Intranet.

L'applicazione è gratuita, come la versione standard, e presenta alcune caratteristiche particolarmente utili ad un utilizzo aziendale, come la possibilità di cercare i file di Lotus Notes, la criptazione di tutti i dati gestiti dal software (sia gli indici che le cache) e la configurazione centralizzata del software per tutti i PC che fanno parte della rete locale.

Google offre anche un servizio di supporto a pagamento che permette alle aziende di ricevere l'aiuto di un esperto di Google entro un tempo massimo di risposta garantito.

19 maggio '05 05:54:49
Google Factory Tour è un incontro che il team per le pubbliche relazioni di Google terrà con giornalisti e analisti del settore per illustrare loro una nutrita serie di aspetti relativi a Google, ai suoi prodotti e alla sua tecnologia.

Saranno presenti importanti personalità e manager del motore di ricerca e chiunque potrà assistere a tale incontro visualizzando lo stream video che Google metterà a disposizione (richiede Windows Media Player o RealPlayer). L'appuntamento è dalle 19 alle 22, ora italiana, di giovedì 19 maggio 2005; si accede al servizio di webcast attraverso la pagina sopra riportata.

ODP ha deciso di chiudere il servizio che permetteva ai webmaster di conoscere lo status di una segnalazione a DMOZ.
19 maggio '05 00:52:05
Dal 21 maggio 2005, verrà interrotto il servizio finora erogato attraverso Resource Zone che permetteva ai webmaster di conoscere lo stato della segnalazione di un sito a ODP. Sia ben chiaro che Resource Zone rimarrà aperto, ad essere chiusi saranno solo i forum dedicati alle richieste di status.

Personalmente è una scelta che mi sento di condividere, in quanto il servizio per richiedere lo status contribuiva a cementificare l'errata e diffusissima convinzione che ODP offrisse ai webmaster una qualche sorta di servizio per l'inserimento dei siti nella directory.

Nota a margine: tale novità renderà necessaria la modifica dell'articolo su DMOZ pubblicato tempo addietro su Motoricerca.info.

Ecco l'annuncio ufficiale, del quale propongo una traduzione:


Dopo averne discusso, e col consenso dei Moderatori e Amministratori di questo forum, abbiamo deciso di interrompere il controllo dello status dei siti a partire dal 21 maggio 2005. La chiusura dei forum "Site Submission Status" esistenti avverrà in questa data e da quel momento non accetteremo alcuna nuova discussione sullo status dei siti.

C'erano molti fattori che hanno implicato questa decisione ma probabilmente il maggiore è stato che queste richieste andavano sempre oltre la missione di questo forum. Il mandato originale di questo forum era quello di mettere in buona luce ODP consentendo al pubblico di interagire direttamente con gli editori. Ad un certo punto le richieste di status sembrano aver preso il controllo diventando quasi il focus.

Il nostro riscontro indica che l'informazione che stiamo diffondendo non è davvero un aiuto pratico nella stragrande maggioranza dei casi. La gente vuole informazioni che noi semplicemente non possediamo o che non possiamo dare per ragioni confidenziali. Quindi, nonostante le nostre comunicazioni, l'esistenza del forum per la richiesta di status solleva aspettative non realistiche, portando maggiore frustrazione e nessuna soddisfazione, per chiunque.

Abbiamo anche notato che una grande quantità di persone ha regolarmente ignorato i regolamenti sul "razionamento" e questo problema si sta aggravando. Molto del tempo degli editori viene qui speso a monitorare, e questo non è produttivo per l'editore, il cui mandato principale è quello di costruire un ODP migliore, non monitorare le discussioni su Resource-Zone.

La partecipazione a questo forum è un'attività che va oltre quella di un'editore ODP, quindi il numero di editori che partecipano qui fluttua spesso. Sfortunatamente, questo significa che quando qui ci sono meno editori attivi, costoro si sentono per natura obbligati a lavorare più di quello che dovremmo aspettarci da volontari che dovrebbero impiegare il proprio tempo ad editare.

18 maggio '05 23:49:00
Esiste un problema di fondo con l'approccio scelto da Google per acquisire video da far indicizzare al suo motore di ricerca per i video: i produttori di filmati finora potevano inviare le proprie produzioni a Google solo installando un software specifico su un PC con sistema operativo Windows.

Si tratta di un approccio più scomodo rispetto a quello usato, ad esempio, da Yahoo!, che lascia liberi i produttori di pubblicare i propri video dove preferiscono, limitandosi a chiedere loro l'URL del feed Media RSS che descrive il filmato.

Tuttavia Google ha appena reso la vita un po' più facile agli uploader, producendo un software sviluppato in linguaggio Java e quindi in grado di funzionare non solo su Windows ma anche su svariate altre piattaforme, comprese Linux e Mac OS.

Ai nuovi software si accede registrandosi al Video Upload Program.

Yahoo! annuncia la versione 1.0 del formato Media RSS, utilizzato per descrivere contenuti multimediali e per facilitarne la diffusione.
18 maggio '05 23:25:43
Yahoo! ha annunciato la disponibilità della versione 1.0 del formato Media RSS, utilizzato già da tempo dalla sezione del motore di ricerca dedicato ai video e migliorato nel corso degli ultimi mesi grazie al supporto della comunità RSS-media.

Nell'intervento sul blog di Yahoo!, vengono elencati alcuni siti e progetti che hanno deciso di supportare già il formato Media RSS. Viene evidenziato in particolar modo il ruolo di Ourmedia, uno dei siti che Yahoo! consiglia di utilizzare per diffondere le proprie opere multimediali, e che collabora con Yahoo! fornendo feed Media RSS da far indicizzare al motore di ricerca.

18 maggio '05 23:12:25
Google offre adesso ufficialmente la possibilità di inserire pubblicità contestuali AdSense all'interno di feed RSS e Atom, una tecnica già sperimentata da alcuni giorni su un ristretto numero di siti web e della quale abbiamo già parlato.

Annunciato in questo intervento sul blog del motore di ricerca, il sistema verrà inizialmente offerto ai webmaster solo dietro loro esplicita richiesta, da inoltrare attraverso questa pagina. Trascorsa questa fase di test, il servizio verrà presumibilmente integrato alle altre offerte AdSense disponibili a tutti i webmaster.

Le caratteristiche principali del servizio vengono illustrate in questa pagina della guida di supporto di AdSense e altre utili informazioni e consigli su come sfruttare al meglio questo nuovo servizio sono stati pubblicati in questa altra pagina di supporto.

Sulla pagina col modulo per fare richiesta di iscrizione al servizio è scritto che verranno presi in considerazione solo i feed con almeno 100 iscritti. Non viene specificato se tale limitazione si applica solo a questa fase preliminare oppure se sarà una condizione valevole anche per quando il servizio uscirà dalla versione beta.

Il New Oxford American Dictionary si arricchisce dei termini Google e Google bombing, il primo come verbo e il secondo come sostantivo.
17 maggio '05 16:16:45
Gary Price in questo intervento sul blog di SearchEngineWatch evidenzia che il New Oxford American Dictionary include adesso i termini "Google" e "Google bombing".

Il verbo "Google" viene definito come "usare un motore di ricerca, in particolare Google.com" mentre il sostantivo "Google bombing" viene definito "L'attività di progettare link che influenzeranno i risultati dei motori di ricerca in modo da creare un'impressione imprecisa dell'obiettivo di ricerca".

La diffusione del termine "google" come sinonimo di "cercare su Internet" era già evidente a tutti, ma si tratta della prima volta che un dizionario include il termine tra i propri neologismi.

Uno studio di due ricercatori stima che il Web indicizzabile da parte dei motori di ricerca misuri almeno 11,9 miliardi di documenti.
17 maggio '05 16:04:41
A prescindere da alcuni dubbi personali circa i documenti duplicati che la seguente ricerca può aver incluso nei propri dati, The Indexable Web is More than 11.5 billion pages [PDF] illustra una interessante tecnica usata dai ricercatori Antonio Gulli e Alessio Signorini per calcolare una stima della grandezza del Web, partendo da informazioni quali la grandezza degli indici di quattro principali motori di ricerca (Google, Yahoo!, MSN e Teoma) e la percentuale di sovrapposizione degli indici stessi. Il risultato è stato che il Web, secondo la stima, misura oltre 11,9 miliardi di documenti.

Questa pagina riassume bene lo studio e illustra le metodologie utilizzate dai due ricercatori.

Nota: i due autori hanno presentato anche una "paper" al recente WWW2005: Building an Open Source Meta-Search Engine [PDF]

16 maggio '05 16:13:50
Ci vorranno giorni per studiarli tutti attentamente, ma i documenti discussi alla recente conferenza WWW2005 sono indubitabilmente una vera e propria miniera di documentazione sui motori di ricerca e tecniche di Information Retrieval.

Si va dall'analisi semantica dei testi, alla progettazione di crawler, ad algoritmi antispam, ad analisi di similarità. La conferenza ha ovviamente trattato anche temi non strettamente legati ai motori di ricerca e all'IR, per tale ragione nella pagina sopra mensionata troverete la lista dei documenti PDF relativi a tutti i temi discussi, mentre questo intevento sul blog di SearchEngineWatch elenca solo le paper dedicate ai motori di ricerca.

Di tutti i documenti pubblicati, ne segnalo due prodotti da team italiani: Ranking a Stream of News [PDF] (Università di Pisa), che tratta di algoritmi di ranking per notizie individuate sul web e le cui tecniche sono state implementate in questo motore di ricerca di notizie in versione preliminare, e PageRank as a Function of the Damping Factor [PDF] (Università degli Studi di Milano), un documento che illustra come il variare del valore di damping factor del PageRank incide nei risultati della formula.

Di questa seconda paper e di altri progetti di IR sviluppati dall'Univeristà degli Studi di Milano avremo modo di riparlare presto. Sarà una sorpresa per i lettori di questo Newsblog.

MicroSoft rilascia una nuova versione della toolbar di MSN, che integra uno strumento per la ricerca di file sul PC dell'utente.
16 maggio '05 15:53:48
Come spiegato nell'intervento sul blog di MSN Search adesso il nome ufficiale della toolbar di MSN è "MSN Search Toolbar with Windows Desktop Search" (alla faccia del nome mnemonico) e consiste nell'integrazione della toolbar di MSN con il software per la ricerca di file sul proprio PC, il Desktop Search.

L'integrazione dei due software, frutto di mesi di lavoro e dei suggerimenti ricevuti dagli utenti, ha prodotto un'applicazione molto completa. In particolare la ricerca sul desktop consente adesso di specificare con precisione quali file si intende far indicizzare al software e quali tipi di file vanno esclusi dalla ricerca (il software riconosce circa 200 tipi diversi di formati, ma esistono filtri aggiuntivi per estendere tale elenco).

E' possibile effettuare ricerche da Internet Explorer, Outlook o dal desktop del PC, attraverso un apposito riquadro che appare sulla taskbar, in basso a destra. Esiste anche la possibilità di attivare un'opzione per far mostrare i risultati di ricerca mentre si sta digitando, prima ancora di premere "Invio" e di ottenere un'anteprima dei documenti individuati semplicemente selezionando il loro nome nella lista dei risultati riportati dal Desktop Search.

Da questa pagina si accede ad un "tour" che illustra le principali caratteristiche del nuovo software, che per funzionare richiede Microsoft Windows XP o Windows Server 2003 o Windows 2000 con SP4 e che può essere scaricato dalla pagina ufficiale.

Una delle caratteristiche più attese, il "tabbed browsing" in Internet Explorer, non è stata ancora aggiunta alla toolbar, ma rimane una delle priorità del progetto.

I risultati di RustySearch; gioco in Flash basato su Google Images; UFO su Google Maps?
14 maggio '05 23:41:41
Notizie brevi di questi giorni:

Singingfish, il motore di ricerca audio e video di AOL, ha stretto un accordo con Reuters per la fornitura di contenuti video.
14 maggio '05 22:45:32
L'agenzia di informazione Reuters produce circa duecentocinquanta clip video al giorno, che trattano notizie e reportage da tutto il mondo, dalla politica all'intrattenimento, allo sport, alla finanza, e questi filmati andranno adesso ad arricchire il motore di ricerca Singingfish (posseduto da AOL) grazie ad un accordo stipulato tra le due società.

Reuters fornirà ovviamente anche il corposo archivio di filmati video prodotti in passato.

14 maggio '05 22:10:52
Il meta-motore di ricerca Dogpile ha sviluppato nuove caratteristiche, con l'obiettivo di mostrare agli utenti quanti risultati rimangono nascosti utilizzando un solo motore di ricerca.

La prima di queste caratteristiche consente all'utente, in ogni ricerca, di affiancare i risultati di Dogpile a quelli dei singoli motori di ricerca a cui il meta-motore si rivolge: Google, Yahoo! e Ask Jeeves. Tali risultati vengono affiancati a quelli di Dogpile in colonne verticali, che possono essere modificate in dimensione dall'utente per mezzo del mouse. All'interno di ciascuna colonna vengono evidenziati in giallo quei risultati di ricerca che gli altri motori non forniscono: un buon modo per notare quanti risultati l'utente non individuerebbe se decidesse di usare un solo motore di ricerca.

Ma il nuovo strumento di Dogpile che probabilmente risulta più interessante è il Missing Pieces Tool, accessibile dalla pagina di Dogpile dedicata alle nuove caratteristiche. Per mezzo di questo strumento, sviluppato in tecnologia Flash, è possibile immettere alcuni termini di ricerca e far evidenziare a Dogpile quanti e quali risultati di ciascun motore non compaiono negli altri, relativamente alla prima pagina dei risultati di ricerca, o quanti di essi appaiono solo in due dei tre motori presi in considerazione (i soliti Google, Yahoo! e Ask Jeeves).

Il motore di ricerca inizialmente dedicato ai contenuti audio adesso amplia la propria offerta permettendo l'indicizzazione di filmati video.
14 maggio '05 21:54:53
Di Podscope avevamo parlato in una notizia precedente ed avevamo evidenziato come fosse l'unico motore in grado di effettuare ricerche all'interno di file audio. La tecnologia del motore è infatti in grado di comprendere quali parole vengono pronunciate nei file audio, archiviandole per poter effettuare successive ricerche.

La novità è che adesso la società che ha realizzato Podscope, TVEyes, ha annunciato di voler indicizzare anche file video. La pagina utilizzata per segnalare un file al motore di ricerca è stata infatti modificata per accettare anche segnalazioni di filmati. Podscope estrapolerà dai video la componente sonora, analizzandola come finora ha fatto con i feed podcast audio.

14 maggio '05 21:42:47
Da un po' di tempo i motori di ricerca "verticali", ovvero dedicati ad un tema specifico, sembrano riscuotere particolare interesse.

Koders è forse destinato a riscuoterne parecchio, quantomeno tra i programmatori, perché permette di individuare sorgenti di applicazioni software open source programmati in moltissimi linguaggi di programmazione.

E' infatti possibile cercare termini all'interno del database del motore, che raccoglie circa duecento milioni di linee di codice, e individuare facilmente sia intere applicazioni software correlate ai termini cercati sia singoli file sorgente che contengono quei termini.

Il motore di ricerca funziona scandagliando diversi siti web dedicati allo sviluppo di applicazioni software (come Sourceforge, ad esempio), prelevando tutti i file sorgente individuati e attribuendo agli stessi delle meta-informazioni, che possono risultare successivamente utili in fase di ricerca. La lista dei linguaggi "compresi" dal motore è piuttosto nutrita: ADA, ASP, Assembly (non viene specificato di quali processori, però), C, C#, C++, ColdFusion, Delphi, Eiffel, Erlang, Fortran, Java, JavaScript, JSP, Lisp, Lua, Mathematica, Mathlab, ObjectiveC, Perl, PHP, Prolog, Python, Ruby, Scheme, Smalltalk, SQL, Tcl, VB e VB.NET!

Alcune delle caratteristiche più interessanti del motore sono la possibilità di poter limitare la ricerca ad una specifica licenza di distribuzione e utilizzo del codice e uno strumento per calcolare quanto denaro servirebbe per sviluppare da zero le applicazioni individuate attraverso la ricerca.

12 maggio '05 16:00:44
Dodgeball.com funziona in questo modo: l'utente si iscrive e fornisce al sistema il numero di telefonino e l'indirizzo e-mail proprio e di alcuni amici. Da quel momento, l'utente può spedire un SMS o una e-mail a Dodgeball.com comunicando in che punto della città si trova e Dodgeball.com comunicherà la sua presenza a tutti i suoi amici e amiche che si trovano intorno a quella zona.

Si tratta, insomma, di un servizio di incontri gestito attraverso i cellulari e Google se l'è appena aggiudicato, acquistandolo dai suoi creatori. E' indubbiamente un passo avanti nei confronti del "social software", ma anche un modo per aggiungere un nuovo servizio di ricerca (di persone, in questo caso) al proprio carniere.

Non si hanno ancora informazioni circa i metodi con cui Google intende "monetizzare", ma Dodgeball.com spedisce molte e-mail ed SMS al giorno a persone residenti in oltre venti città degli Stati Uniti, e non è da escludere che tali messaggi possano in futuro contenere inserzioni pubblicitarie contestuali, che tengano conto della zona cittadina in cui gli utenti si trovano, dell'orario del messaggio e di altri fattori.

12 maggio '05 15:39:37
Esistono già diversi progetti che si occupano di archiviare il contenuto di siti web, il più conosciuto di essi è Internet Archive, ma UK Web Archive focalizza i propri sforzi nell'archiviazione di siti web del Regno Unito.

I siti attualmente archiviati sono trecentonove ed è possibile accedervi effettuando una ricerca dalla home page del sito oppure navigando attraverso le categorie in cui i siti sono stati classificati. Non manca nemmeno una lista completa di tutti i siti archiviati.

Uk Web Archive è un progetto sviluppato da UK Web Archiving Consortium e sfrutta un software chiamato PANDA, fornito dalla biblioteca nazionale dell'Australia.

12 maggio '05 15:29:44
La funzione Autolink della toolbar di Google non ha mai riscontrato la simpatia dei webmaster, in quanto permette agli utenti di trasformare il normale testo della pagine web (un codice ISBN, ad esempio) in veri e propri link e tale modifica dei contenuti di una pagina web viene percepita dai webmaster come un'invasione di campo da parte del motore di ricerca.

Adesso Google ha aggiornato la propria toolbar, eliminando la dicitura "beta" e aggiungendo alcune caratteristiche, ma non ha eliminato la funzione Autolink né ha fornito ai webmaster un modo per chiedere alla toolbar di non applicare la funzione Autolink sulle proprie pagine web.

Il problema non è tanto tecnico, in quanto soluzioni per disabilitare l'Autolink sono state già sviluppate da terzi, quanto di principio. E a nulla sembrano valere le spiegazioni di turno di Marissa Mayer, che evidenzia come i link creati dalla toolbar abbiano un aspetto differente dai link creati dal webmaster e di come l'utente possa, nella versione appena uscita della toolbar, decidere a quali siti web i link devono puntare.

Le toolbar attualmente installate verranno aggiornate automaticamente nel corso dei prossimi giorni. Per chi intendesse prendere subito visione delle ultime novità, è sempre possibile procedere al download attraverso il sito ufficiale.

11 maggio '05 15:47:39
Ogni pagina riportata a seguito di qualunque ricerca effettuata su GoLexa è accompagnata da una miniatura del sito web e da una quantità considerevole di statistiche e informazioni, che probabilmente faranno la gioia di molti SEO.

Si va dal valore di PageRank della pagina al Traffic Rank di Alexa, alla link popularity (calcolata motore per motore), alla velocità del server. E' possibile accedere alla cache della pagina (fornita da Google) e sono presenti anche statistiche un po' inutili come la keyword density (che come ho già spiegato non c'entra un fico secco con il posizionamento), ma nel complesso GoLexa è un ottimo strumento.

Lo si potrebbe definire un "aggregatore di informazioni", in quanto ogni caratteristica pubblicata viene mostrata all'utente attraverso link ai siti web che la forniscono.

11 maggio '05 15:29:36
E' pure possibile che il nome attragga i nervosismi dei legali di Google, ma Vidsense esiste in barba all'assonanza con "AdSense", e permette ai webmaster di pubblicare pubblicità video contestuali sulle pagine web dei siti.

Il servizio, prodotto da EVTV1, funziona analizzando il contenuto di ciascuna pagina su cui il codice di Vidsense viene pubblicato e individuando una categoria dei filmati archiviati da EVTV1 a cui la pagina probabilmente appartiene. Individuato il canale tematico, il codice estrae una clip che viene pubblicata sulla pagina ma mostrata all'utente solo dopo una esplicita richiesta di quest'ultimo. La clip contiene una breve pubblicità tematica (da 15 a 30 secondi) seguita da un filmato non commerciale (da 45 a 90 secondi).

Nella pagina delle FAQ di Vidsense vengono forniti i particolari tecnici del servizio e viene anche mostrato un esempio delle pubblicità.

NetApplications ha pubblicato le statistiche sul traffico generate sui principali motori di ricerca che mostrano, ancora una volta, Google vincitore.
11 maggio '05 15:14:18
Confesso di aver trovato queste statistiche piuttosto inaspettate, perché ritenevo che tutto il recente "buzz" intorno a Yahoo! e i suoi nuovi servizi di ricerca avrebbe quantomeno spostato un minimo il traffico da Google a Yahoo!.

Beh, non sta affatto succedendo così. Secondo questo comunicato di NetApplications, una società specializzata nella misurazione di accessi sul Web, Google continua ad aumentare il proprio traffico a discapito dei principali concorrenti.

Non è tanto l'aumento in sé della percentuale attribuita a Google (dal 44,51% di marzo sale al 45,85% di aprile) che mi stupisce quanto il fatto che tale aumento non va imputato solo alla sottrazione di traffico dai motori minori ma anche alla sottrazione del traffico dai concorrenti maggiori, sopratutto Yahoo! (dal 16,98% di marzo al 15,35% di aprile).

L'unico concorrente che sembra mostrare statistiche inalterate tra marzo e aprile 2005 è MSN, che secondo NetApplications è rimasto stabile al 10.86%.

Statistiche più accurate sono presenti nel sopra citato comunicato.

Forbes pubblica alcuni articoli su quei motori di ricerca che stanno emergendo e si chiede se non possano trasformarsi in un nuovo Google.
11 maggio '05 15:02:19
Forbes effettua un piccolo sondaggio sulla pagina del 25 Breakout Companies 2005 chiedendo ai lettori dietro quale motore di ricerca emergente potrebbe nascondersi "il prossimo Google".

Vengono pubblicati brevi articoli sui tre motori proposti nel sondaggio: Snap, Answers e Clusty e per ciascuno di essi vengono elencate le principali caratteristiche e quelle funzioni uniche che dimostrano il grado di innovazione che tali motori sono stati in grado di apportare al settore delle ricerche.

Google Scholar ha stretto accordi con diverse biblioteche universitarie e adesso mostra link a documenti universitari agli studenti che effettuano ricerche.
11 maggio '05 14:54:59
Google ha annunciato di aver stretto accordi con oltre un centinaio di università in modo da introdurre nelle ricerche effettuate su Google Scholar (il servizio di ricerca dedicato alla documentazione scolastica) dei link che puntano a documenti elettronici archiviati dalle stesse università.

In poche parole, uno studente del Virginia Tech può effettuare dall'università una ricerca con Google Scholar e ottenere nei risultati di ricerca non solo dei link che puntano a documenti presenti sul Web ma anche link che puntano a documenti interni del Virginia Tech.

In questa pagina dedicata alle biblioteche viene spiegato come funziona questo servizio e un secondo servizio parallelo, che permette a chiunque effettui ricerche su Google Scholar di individuare in quali biblioteche è presente una copia cartacea del documento individuato attraverso le ricerche.

Marissa Mayer discute i problemi recentemente riscontrati dagli utenti con il Google Web Accelerator, il velocizzatore della navigazione sul web prodotto dal motore di ricerca.
10 maggio '05 12:44:05
Google Web Accelerator, presentato solo pochi giorni fa dal motore di ricerca e in grado di velocizzare la navigazione degli utenti sul Web attraverso alcuni meccanismi di caching, ha mostrato sin dagli inizi pesanti problemi strutturali, che Marissa Mayer (la product manager di Google) ha discusso in un articolo su eWeek.

Diversi utenti hanno infatti notato che, usando il Web Accelerator, il proprio browser può ricevere pagine web personali (quelle che sono il risultato di un login, ad esempio) che altri utenti avevano precedentemente visitato. Questo fenomeno fa ovviamente nascere seri problemi di privacy in quanto è possibile che una pagina protetta da username e password venga archiviata nella cache di Google e successivamente fornita ad altri utenti che la richiedono.

Marissa Mayer afferma, nell'articolo, che la causa tecnica del problema è l'errata implementazione di certi standard da parte dei siti web su cui si manifesta il problema. Non è difficile crederle, in quanto il Web è effettivamente strapieno di siti e webmaster che non hanno la minima idea di cosa siano gli standard, tuttavia Google non si può limitare a progettare un software come il Web Accelerator, destinato ad essere usato su larga scala, dando per scontato che il Web sia un ambiente perfetto e che tutti i siti web siano progettati correttamente.

Il Web è quello che è: se l'esistenza di errori e bassa qualità tecnica costituisce la norma, Google o qualunque altra società di sviluppo software ha il dovere di adeguarsi, anche se questo implica indirettamente un ulteriore peggioramento della qualità del Web e dell'esperienza di navigazione degli utenti.

La soluzione del problema dell'inserimento nella cache di pagine protette da password non è facile né immediata in quanto, di fatto, i siti web su cui si osserva il fenomeno producono pagine personali senza i corretti header HTTP. Google ha deciso di tentare una soluzione avanzando su due fronti paralleli: da un lato modificando l'algoritmo di caching del Web Accelerator in modo tale da gestire anche i casi di header HTTP errati, dall'altro contattanto i responsabili dei siti su cui il problema si manifesta invitandoli ad aggiustare le applicazioni che non generano i corretti header HTTP.

Personalmente, ritengo molto complesso determinare quali pagine web non mostrano correttamente le intestazioni HTTP relative al controllo della cache. L'assenza di queste intestazioni, infatti, non produce un codice errato dal punto di vista formale ma solo errato in quanto non conforme agli standard. In poche parole, una pagina protetta da username e password ma priva degli header di controllo della cache appare agli occhi di un software del tutto normale. Esistono modi per dedurre indirettamente che una pagina è da considerarsi privata, ma l'implementazione di tali soluzioni comincia a diventare piuttosto complessa. A questo punto, non mi stupirei se Google decidesse di aggirare il problema attraverso una gigantesca blacklist interna contenente la lista dei siti da non mettere in cache.

Vedremo. Nel frattempo il download del Web Accelerator è stato disabilitato, ufficialmente perché Google ha raggiunto "la capacità massima di utenti".

9 maggio '05 23:25:12
Questa pagina vale oro per tutti quei SEO che sono interessati a conoscere gli sviluppi delle tecniche antispam applicabili dai motori di ricerca. Si tratta infatti del programma del workshop sullo spam, che si terrà domani 10 maggio 2005 durante la quattordicesima conferenza internazionale del World Wide Web, con tanto di documenti PDF su algoritmi e tecniche antispam.

Saranno presenti i rappresentanti dei principali motori di ricerca nonché ricercatori universitari e di grandi società informatiche, come IBM.

Tra i PDF che ho analizzato, e che meritano tutti un'attenta lettura, mi permetto di evidenziarne due in particolare: uno sull'indentificazione di commenti-spam sui blog [PDF] ottenuta attraverso il calcolo delle differenze tra i modelli di linguaggio del post, dei commenti e delle pagine linkate dai commenti, ed un altro documento sul calcolo della porzione di PageRank non meritata da una pagina [PDF].

E' interessante notare come, nonostante la formula del PageRank sia cambiata nel corso degli anni, continuano ad essere pubblicati diversi documenti contenenti algoritmi e intuizioni in grado di migliorare i risultati della vecchia formula del PageRank; come se Google non l'avesse mai modificata.

Ciononostante, la lettura di queste paper si rivela una vera miniera d'oro per chiunque mastichi un minimo di matematica.

Yahoo! ha sviluppato un "widget" per il nuovo Mac Os X Tiger, che consente agli utenti del nuovo sistema operativo di ricevere le condizioni del traffico sul desktop del computer.
9 maggio '05 23:00:25
Ultimamente Yahoo! ha lavorato assieme ad Apple per lo sviluppo di un piccolo applicativo in grado di mostrare sul desktop di un computer con Mac OS X Tiger un riquadro con le condizioni del traffico (in gergo, si tratta di un widget per la dashboard).

L'applicazione effettua essenzialmente un'interrogazione ai server di Yahoo!, specificando una località, e Yahoo! risponde inviando al PC dell'utente le informazioni sul traffico intorno alla località specificata.

Ma l'aspetto più interessante risiede probabilmente nel formato che Yahoo! ha scelto per la spedizione delle informazioni che è, manco a dirlo, il formato RSS. Alcuni utenti si sono subito accorti di questa caratteristica ed uno di essi ha anche prodotto una piccola applicazioni web in grado di creare l'URL attraverso il quale l'applicazione interroga i server di Yahoo!.

In questo modo, anche gli utenti non-Macintosh possono accedere al feed RSS con le informazioni sul traffico.

Vi svelo un trucchetto semplice semplice per capire se Google ignora volutamente un sito web, a prescindere dalla motivazione.
8 maggio '05 14:38:35
Non ho visto nessun'altra persona riportare questo piccolo trucco e siccome l'ho scoperto già da molto tempo, ho pensato fosse una buona idea divulgarlo.

Esistono casi in cui Google estromette una pagina o un sito dal proprio archivio e decide di ignorarne l'esistenza. Può accadere in seguito ad un ban, ma anche perché un webmaster ha richiesto esplicitamente al motore di ricerca (ad esempio attraverso un file robots.txt) di non indicizzare una o più pagine del proprio sito.

Per farvi comprendere come funziona è sufficiente mostrarvi una semplice differenza.

Andate su Google e cercate l'URL di una pagina che siete sicuri non esista, ad esempio: [www.sitoinesistente.com/nonesiste.html]. Noterete che Google scrive "Spiacenti. Non ci sono informazioni sull'URL..." e poi aggiunge "Se l'URL è valido, provare a visualizzare la pagina facendo clic sul seguente collegamento...".

Quello che avviene quando Google non conosce un URL, dunque, è che il motore di ricerca invita l'utente a visitare direttamente la pagina oggetto della ricerca.

Effettuate adesso una seconda ricerca, su una pagina web che sapete essere bandita dal motore o esclusa dall'indice attraverso il file robots.txt. Per comodità, indicherò la ricerca di Syndic8, il sito recentemente bandito da Google (nota: il sito è bandito nel momento in cui scrivo, probabilmente verrà "graziato" in futuro, quindi siate certi di cercare un dominio o una pagina realmente estromessi dall'archivio di Google).

Ecco la ricerca: [www.syndic8.com]. Notate la differenza rispetto alla ricerca precedente? Google non scrive la frase "Se l'URL è valido, provare a visualizzare la pagina..."; in poche parole Google non invita l'utente a visitare la pagina oggetto della ricerca.

Ci sarebbe da chiedersi il perché di questa decisione ma, di fatto, è ciò che avviene quando Google conosce ma ignora volutamente l'URL cercato dall'utente.

Riassumendo: se cercate su Google un URL apparentemente sconosciuto al motore e se non viene mostrato l'invito a visitare la pagina cercata, significa che Google in realtà conosce quella risorsa ma ha deciso di ignorarla, perché bandita dal motore o dietro richiesta (robots.txt o meta tag robots) del webmaster.

Enrico Altavilla

8 maggio '05 13:54:51
Google ha sperimentato un vero e proprio blackout su larga scala, con tutti i suoi principali servizi (google.com, froogle.com, gmail.com, ecc.) inaccessibili da parte degli utenti poco dopo l'una di notte (ora italiana) del 8 maggio 2005.

La durata del problema tecnico è variata a seconda del servizio; i primi a tornare funzionanti hanno sofferto circa un quarto d'ora di "down" mentre i più lenti ad essere riportati in vita hanno sofferto oltre trenta minuti di assenza dal Net.

Questo intervento nel blog di SearchEngineWatch riassume bene l'evento e pubblica anche la dichiarazione ufficiale di un portavoce di Google, secondo la quale il disservizio è dipeso da alcuni problemi ai DNS (i server che si occupano della traduzione dei nomi di dominio in indirizzi IP).

7 maggio '05 14:51:00
Solitamente non riporto notizie sui siti web che vengono banditi da questo o quel motore di ricerca. Tuttavia in questo caso farò un'eccezione, perché avevo già osservato questo fenomeno autonomamente ed ero stato tentato di postare un intervento, poi evitato.

Syndic8, uno dei più conosciuti aggregatori on-line di feed RSS ed Atom, è stato estromesso dagli archivi di Google ed il PageRank assegnato alle sue pagine azzerato.

Il provvedimento non è stato applicato solo al dominio principale ma anche a tutti i sottodomini che Syndic8 ha usato per costruire un network di doorway (con testi fittizi o copiati da altri siti) al solo scopo di pubblicarvi pubblicità AdSense. Syndic8 possedeva un PageRank alto e ha pubblicato in fondo ad ogni pagina del sito principale una lista di link ai sottodomini, facendo così aumentare anche il valore di PageRank delle pagine doorway.

Gli argomenti trattati dai sottodomini sono, neanche a dirlo, un ottimo elenco dei settori che vengono promossi più di altri attraverso tecniche di spam: assicurazioni, mutui, viaggi, carte di credito, prestiti, ecc.

Questo post su Waxy.org, che nei commenti vede anche la partecipazione di GoogleGuy (ammesso che sia quel GoogleGuy) tratta la questione in maniera approfondita. Nel post si afferma anche che l'account AdSense di Syndic8 è stato cancellato da Google.

La ragione per la quale riporto questa particolare notizia è che un paio di mesi fa, quando ho proposto a Syndic8 il feed RSS di questo newsblog, mi era venuta una mezza idea di dargli una mano a recensire ed approvare i feed proposti dagli utenti, in particolare i feed in lingua italiana.

Poi ho visto i link su carte di credito e mutui, e per qualche ragione la mia opinione positiva sui responsabili del sito è calata, inducendomi a non aiutare il progetto. Forse la gente dovrebbe rendersi conto che appoggiare certe tecniche per "fare denaro in maniera facile", può produrre danni che vanno ben oltre l'estromissione dei siti dagli archivi dei motori.

Un nuovo servizio di Google permette a chi possiede un telefonino di creare un blog e aggiungere un intervento semplicemente inviando una e-mail o un MMS a Blogger.
7 maggio '05 13:03:54
Blogger Mobile funziona in questo modo: mentre si è in giro con il proprio tele/videofonino e si nota qualcosa di interessante, è possibile inviare una e-mail o un MSS all'indirizzo go@blogger.com, e Blogger si occuperà automaticamente di 1) creare un blog assegnato al telefonino e 2) pubblicare il messaggio inviato. Il servizio è attualmente riservato ai telefonini che si appoggiano ad alcuni operatori telefonici statunitensi, ma Google prevede di ampliare il servizio ad altri operatori e Paesi.

E' possibile anche inviare assieme al messaggio delle foto, che verranno impaginate automaticamente dal servizio (gratuito, tra l'altro). Blogger risponderà al messaggio dell'utente inviando l'URL del blog che è stato appena creato ed un codice numerico che identifica il telefonino. Tale codice può essere usato, se l'utente lo desidera, per reclamare la paternità del blog creato automaticamente da Blogger e modificare titoli e impaginazione, oppure per far confluire i post del nuovo "blog mobile" in un blog preesistente. Una spiegazione dettagliata è presente a questo indirizzo.

La caratteristica più interessante del servizio consiste probabilmente nella possibilità di creare un blog senza doversi nemmeno iscrivere; basta inviare un messaggio all'indirizzo e-mail sopra citato e Blogger penserà al resto.

Anche il (bruttissimo) jingle musicale presente sulla home page del servizio è alquanto chiaro: "Snap a photo e type some text, send it to Blogger and we'll do the rest.". Questo jingle è talmente brutto che non mi stupirei fosse stato cantato da un Brin o un Page in vena di divertimenti.

E' stata attivata una funzione di AdWords finora fornita in versione beta: elencare dei siti su cui non far apparire le proprie inserzioni.
6 maggio '05 14:48:10
Possono esistere svariate ragioni per le quali un inserzionista AdWords che ha deciso di far pubblicare le proprie pubblicità sull'intero content network (rete di contenuto) di Google preferisca evitare che le inserzioni appaiano su alcuni specifici siti web.

Per venire incontro a tale esigenza, Google ha attivato una nuova caratteristica che permette all'inserzionista di elencare gli indirizzi dei siti web sui quali non si desidera far apparire le proprie pubblicità.

In italiano, tale funzione viene chiamata "siti ostili" (orrenda e fuorviante traduzione dell'inglese "negative sites", a mio parere) e le istruzioni su come attivarla sono pubblicate in questa pagina del centro assistenza AdWords.

Il megaportale apre ufficialmente il servizio di ricerca dei video e si prepara a quello per la ricerca di file musicali.
6 maggio '05 13:33:30
Questo intervento nel blog di Yahoo! Search annuncia ufficialmente l'apertura di Yahoo! Video Search, finora presentato come prodotto in versione beta.

L'archivio di video dentro il quale le ricerche vengono effettuate è stato ampliato e Yahoo! Video Search adesso permette di individuare filmati provenienti da diverse emittenti video (MTV, The Discovery Channel, ecc.) così come produzioni "open" e amatoriali presenti nel Moving Image Archive.

Yahoo! Video Search invita anche gli autori di filmati a segnalare i propri video al motore di ricerca, un po' come fatto da Google alcune settimane fa. Va però notato che, a differenza di Google, Yahoo! si appoggia al formato Media RSS per individuare e indicizzare i file.

La diversità dell'approccio è consistente, perché per far includere un proprio video in Google Video, si è costretti ad effettuare l'upload direttamente a Google attraverso un apposito software da installare sul proprio PC, mentre per far indicizzare un video a Yahoo! Video Search, è sufficiente fare l'upload del file da qualche parte (Yahoo! cita Ourmedia e Open Source Movies) e limitarsi a indicare a Yahoo! l'URL del Media RSS che contiene le informazioni sul file video. Penserà poi lo spider di Yahoo! ad andare a prelevare il filmato.

In aggiunta a ciò, un articolo su News.com afferma che Yahoo! sta sviluppando un motore di ricerca per contenuti musicali, in grado di effettuare ricerche sui titoli dei brani, sui nomi degli artisti e sui generi musicali.

Un software per Windows, sviluppato dal motore di ricerca, permette di velocizzare la navigazione sul Web degli utenti.
5 maggio '05 09:21:28
La notizia si sposa bene con una analoga, di circa un mese fa, in cui veniva riportato come Google utilizzava una particolare caratteristica di FireFox/Mozilla per velocizzare la navigazione degli utenti durante l'utilizzo del motore di ricerca.

Stavolta però Google ha esteso questo concetto puntando ad un obiettivo più ambizioso: velocizzare l'intera navigazione dei browser, indipendentemente dai siti che si intende visitare.

E' così nato Google Web Accelerator, un software per Windows XP e Windows 2000 SP3+, funzionante con Internet Explorer e Firefox, che permette di velocizzare l'accesso dei browser ai siti web.

Il software è ancora in fase beta, e possiede alcune limitazioni. Innanzitutto puà essere sfruttato solo dagli utenti americani ed europei e in secondo luogo le prestazioni migliorano considerevolmente solo per gli utenti con connessioni broadband. Anche gli utenti con dial-up possono usare il programma, ma i risultati non saranno particolarmente eclatanti.

Google Web Accelerator sfrutta diverse tecniche per velocizzare la navigazione del browser. A volte le pagine vengono caricate in background ancor prima che l'utente vi acceda, altre volte il software scarica dai web server solo le parti di un documento web che sono cambiate dall'ultimo accesso effettuato dall'utente.

Ma la caratteristica più consistente è quella che permette di usare i server di Google come dei veri e propri proxy, in maniera trasparente. I server di Google riceveranno le richieste di accesso degli utenti e provvederanno a spedire le pagine richieste nel più breve tempo possibile, evitando di sottostare ai tempi di reazione (a volte lenti) dei server su cui risiedono i siti web.

E' evidente che uno dei vantaggi che Google otterrà dalla diffusione di questo software sarà quello di poter accedere ad una nutrita serie di informazioni sul traffico esistente sul Web. Usando i server di Google come dei ponti su cui transitano le richieste degli utenti, il motore di ricerca potrà ottenere statistiche su quali siti vengono visitati maggiormente, sui tempi di permanenza degli utenti sui siti e su molte altre informazioni.

Per anni, la maggior parte dei SEO è stata unanimemente d'accordo nel sostenere che per i motori di ricerca non era possibile comprendere il comportamento degli utenti che effettuano ricerche semplicemente monitorando i click sui risultati di ricerca, perché i motori non potevano monitorare le azioni degli utenti al di fuori delle pagine dei risultati di ricerca.

Google Web Accelerator permette a Google di rimuovere l'intero problema alla base, fornendo al motore di ricerca un modo per analizzare i movimenti degli utenti in ogni momento, e non solo quando effettuano ricerche.

Di fatto, Google si è appena proposto come il "proxy del Web". Non mancheranno gli allarmi sulla privacy che accompagnano ogni nuova caratteristica di Google in grado di acquisire maggiori informazioni sull'uso di Internet.

Barry Schwartz propone un diario in tempo reale delle sessioni e conferenze del Search Engine Strategies 2005 di Toronto.
5 maggio '05 08:45:46
Come è ormai consuetudine per "Rustybrick" (il suo pseudonimo), Barry Schwartz fornirà su Search Engine Roundtable un resoconto costante delle sessioni e conferenze tenute a Toronto durante il Search Engine Strategies 2005, uno dei principali eventi SEO esistenti.

Tra le discussioni riportate da Schwartz, ne segnalo una che contiene dati e considerazioni su perché e come bilanciare i propri investimenti di denaro e tempo tra il posizionamento nei risultati organici dei motori e l'acquisto di pubblicità PPC.

4 maggio '05 08:52:11
infoUSA ha annunciato di aver stretto un accordo con Google per fornire al motore di ricerca un database sulle aziende statunitensi, che verrà usato nel servizio Google Local.

infoUSA è un'azienda che cataloga esercizi commerciali, professionisti e società americane creando archivi, directory e liste di indirizzi che poi vende.

L'integrazione in Google Local del loro database sulle attività commerciali americane permetterà al motore di ricerca regionale di Google di aumentare il numero di risultati presentati agli utenti e anche di migliorare la qualità complessiva delle ricerche, in quanto infoUSA verifica costantemente le informazioni contenute nel database.

E' importante evidenziare come questi accordi che prevedono l'utilizzo di informazioni raccolte manualmente da società esterne sono una testimonianza di quanto Google sia ben disposto ad allontanarsi dalla finora incrollabile filosofia dell'"automazione totale". Fino ad ora, Google Local si appoggiava a informazioni commerciali raccolte sul Web attraverso gli spider del motore di ricerca (o al massimo attraverso un apposito form). Il ricorso ad archivi compilati da personale umano, per quanto esterno alla società di Mountain View, indica che l'automazione a volte può passare in secondo piano pur di conseguire risultati migliori.

Un articolo di The Seattle Times descrive molti dei grattacapi che gli ingegneri di MSN Search hanno affrontato per creare il nuovo motore di ricerca.
3 maggio '05 15:28:43
Si tratta di un articolo che testimonia sia quanto risulti complesso progettare e programmare un motore di ricerca, sia come gli ingegneri di MicroSoft fossero poco preparati ad affrontare la sfida della progettazione del motore proprietario di MSN Search.

L'articolo pubblicato su The Seattle Times non risparmia i particolari e dipinge una situazione interna a MicroSoft che ha fatto innervosire i vertici (Gates e Ballmer) per la mancanza di buoni risultati iniziali e che ha costretto la società di sviluppo software ad assegnare al progetto per lo sviluppo di MSN Search molte più risorse di quanto inizialmente era stato preventivato.

Adesso circa il 25% dei laboratori e delle risorse di sviluppo di MicroSoft è assegnato all'obiettivo di migliorare il motore di ricerca affinché possa avvicinarsi agli standard di Google e Yahoo!.

Tra gli aneddoti più eclatanti, quello dello sviluppo del crawler, che dopo una settimana di esercizio non era riuscito a prelevare più di ventiquattro documenti dal web! Una situazione che ha spinto l'ingegnere Ken Moss a dichiarare "It was driving me nuts," (mi stava facendo impazzire).

L'articolo illustra anche i progressi fatti nel corso dei mesi successivi ed è una lettura consigliata a tutti coloro che vogliono farsi un'idea di quanto complesso e ampio sia lo sviluppo di un motore di ricerca partendo da zero. Una sfida inizialmente sottovalutata dalla MicroSoft e alla quale l'azienda non era preparata.

3 maggio '05 15:14:30
Snap è quel motore di ricerca che qualche tempo fa ha mostrato nuove tecniche per la ricerca, in particolare permettendo agli utenti di accedere a consigli di ricerca mentre le parole vengono digitate nell'apposito campo di ricerca.

Adesso, Moreover Technologies ha annunciato di aver stretto un accordo con Snap per la fornitura di notizie al nuovo motore di ricerca di notizie che Snap ha appena aggiunto ai propri servizi: Snap News Search.

Moreover è conosciuta per essere una delle più importanti società che si occupano di crawling e aggregazione di notizie e informazioni su Web, testuali, audio e video.

Snap News Search è ancora presentato in fase beta, e in effetti alcune delle ricerche effettuate hanno prodotto risultati che presentavano chiari errori di parsing del testo delle notizie, problema che potrebbe però essere generato a monte da Moreover e non da Snap.

2 maggio '05 21:24:09
Google ha annunciato dal proprio blog l'ampliamento del numero di canali televisivi attualmente seguiti e indicizzati da Google Video, aggiungendone quattordici.

I canali indicizzati sono adesso almeno una ventina, secondo quanto indicato in questa pagina e quelli appena aggiunti includono anche nomi importanti come CNN e Discovery Channel.

Picsearch ha stretto un accordo con Lycos Inc. che prevede la fornitura della tecnologia di ricerca immagini al Multimedia Search di Lycos.
2 maggio '05 21:17:56
Picsearch, il motore di ricerca specializzato in immagini, ha annunciato un accordo con Lycos Inc per introdurre la tecnologia di ricerca Picsearch nel servizio di ricerca multimediale di Lycos.

In questo modo, i milioni di utenti che Lycos conta potranno effettuare ricerche sulle centinaia di milioni di immagini archiviate dal motore di ricerca di Picsearch, con la velocità di ricerca tipicamente alta che Picsearch finora ha mostrato.

2 maggio '05 21:07:28
Non credo che ActiveWords sia un software estremamente conosciuto dal pubblico, per tale ragione è il caso di specificare cosa fa. ActiveWords permette di effettuare una lunga serie di azioni sul proprio PC Windows, che l'utente può lanciare semplicemente scrivendo alcune parole chiave in qualunque software che possieda una zona per l'immissione del testo.

Ad esempio, scrivendo la parola chiave "notepad" da qualche parte (ovunque: in un documento Word, nel testo di una e-mail, ecc.) e pressando un tasto predefinito (solitamente F8), viene effettuata l'azione che l'utente ha assegnato alla parola chiave "notepad", nel caso specifico l'apertura del blocco note di Windows. Il software viene venduto con una lista di parole predefinite e l'utente può creare le proprie parole chiave e assegnare ad esse le azioni che preferisce: lancio di applicazioni, visualizzazione di siti web, e così via.

Adesso, ActiveWords ha prodotto un agent per MSN Desktop Search che rende possibile le ricerche sul proprio PC semplicemente scrivendo (in qualunque software) alcune parole chiave assegnate al Desktop Search di MicroSoft.

Per esempio, scrivere "search contacts" seguito da un nome chiederà ad ActiveWords di cercare attraverso MSN Desktop Search un nome all'interno dei contatti.

I riquadri Ad Links, i link contestuali che fanno parte dei formati AdSense, mostrano in alcuni casi un campo per la ricerca libera.
1 maggio '05 16:45:07
Ringrazio Weppos, che mi segnala una caratteristica di AdSense che non conoscevo, fornendomi anche uno screenshot.

Un esempio di Ad Link con il riquadro per la ricerca.

Nel caso in cui il webmaster avesse scelto di pubblicare Ad Links, le pubblicità costituite da semplici link tematici e prive di descrizione, e nell'eventualità in cui Google non avesse (ancora) individuato il tema della pagina su cui la pubblicità è destinata ad apparire, il riquadro destinato a contenere gli Ad Links mostra un campo per la ricerca.

Il campo di ricerca è introdotto dal testo "View ads about" e consente all'utente di individuare autonomamente link pubblicitari verso risorse di proprio interesse. Indubbiamente una alternativa migliore rispetto alla presentazione di un riquadro vuoto.

Alcune ricerche effettuate da un paio di utenti su Google fungono da spunto per riflettere sul lato umano della professione SEO.
1 maggio '05 07:06:21
Ho individuato, quasi per caso, la visita di un utente proveniente da una ricerca effettuata su Google. La ricerca è [guida al suicidio] e Google ha condotto l'utente verso il mio articolo sulle doorway, che tratta temi del tutto diversi dai propositi suicidi ma usa la parola "sucidio" nel titolo, in senso metaforico.

Certo, non si può escludere (e lo spero) che si trattasse semplicemente di una persona armata di normale curiosità sull'argomento, tuttavia per un attimo ho ipotizzato che questo individuo facesse sul serio e che abbia utilizzato un motore di ricerca per trovare informazioni su un atto che si intendeva mettere in pratica. Come se non bastasse, un secondo utente ha raggiunto quell'articolo cercando [tecniche di suicidio].

Cosa c'entra tutto ciò con i motori di ricerca e il posizionamento?

La notizia continua. Leggi il seguito...

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