Nella prima parte di questo capitolo abbiamo illustrato quali
problematiche é necessario spesso affrontare (e risolvere) quando ci si cimenta nella ricerca di buoni
contenuti da infondere ad un sito web.
Questa seconda parte vuole fornire alcuni pratici consigli per meglio chiarire le tecniche da utilizzare
nella produzione di un buon sito, appetibile sia ai suoi visitatori che ai motori di ricerca.
Evitare i labirinti
Il sistema di navigazione di un sito, costituito in prevalenza dai link che collegano le sue pagine,
va attentamente progettato al fine di aiutare il visitatore nella perlustrazione dei contenuti e
rendergli agevole l'individuazione degli argomenti di suo maggiore interesse.
Il primo passo, dunque, consiste nel progettare attentamente il sito su carta, compilare una lista di
temi che lo stesso dovrà ospitare e suddividerli in apposite sezioni e sotto-sezioni. Successivamente
va progettata la prima pagina (homepage) in modo che la stessa appaia chiara ed essenziale nei contenuti,
provvedendo a pubblicare sulla stessa dei collegamenti alle sezioni e sotto-sezioni tematiche di cui
sopra.
La struttura gerarchica appena illustrata, oltre a rappresentare un valido sistema per facilitare
al visitatore la ricerca degli argomenti di suo interesse, risulta essere particolarmente efficace
agli occhi dei motori di ricerca, che distribuiranno meglio il "valore complessivo" di un
sito web dando maggior importanza alle pagine che si trovano in cima alla gerarchia, a cominciare
dalla pagina principale del sito.
Tale struttura, ovviamente, non va considerata l'unica adottabile. È possibile realizzare
anche strutture molto differenti da quella gerarchica, ognuna con caratteristiche tali da adattarsi
bene agli obiettivi del sito web. Ad esempio, le pagine di una guida o di un manuale possono trarre
benecifio da link che collegano ogni capitolo al capitolo precedente e successivo. Questa soluzione
funziona molto bene se accoppiata alla struttura gerarchica di cui sopra.
Evitare il caos
La peggior cosa che si possa fare ad un sito web é trasformarlo in un'intricata accozzaglia di
stili grafici differenti.
Anche per quanto concerne la grafica, va dunque seguita la stessa indicazione di ordine di cui sopra:
l'impaginazione deve richiamare uno stile comune a tutte le pagine del sito. Va quindi evitato l'uso
di molti "font" (caratteri tipografici) differenti ed è consigliato limitare la quantità di
colori eccessivamente differenti tra loro.
A volte può essere utile e piacevole usare colori diversi per meglio caratterizzare sezioni diverse
di un sito, ma tale idea non va portata agli estremi ed é bene che ogni pagina sia sempre conforme
ad una linea cromatica comune.
Un problema di cui molti grandi portali soffrono é quello di riempire fino all'inverosimile la propria
pagina principale con decine di servizi diversi, logo, foto, pubblicità, testi di grandezze e stili differenti.
Per quanto si cerchi di minimizzare i disagi visivi che tale mole di informazioni inevitabilmente comporta,
il visitatore del sito si ritrova spesso costretto a focalizzare la propria attenzione su ogni singola
caratteristica della pagina fino a quando non avrà individuato le informazioni che realmente
gli interessano, con la perdita di tempo e di pazienza che si può immaginare.
Dello stesso problema, in misura ancora maggiore, soffrono tutte quelle homepage sviluppate da principianti
e webmaster in erba che si ostinano ad ingolfare il sito di contenuti fino a farlo divenire un agglomerato
di servizi gratuiti e micropubblicità. Con la finalità di offrire sempre più servizi ai propri
visitatori e cadendo nell'errore di credere che per aumentare la qualità di un sito sia sufficiente andare
in giro per il WWW in cerca di strumenti, script e servizi offerti "gratuitamente" da una grande
quantità di società e organizzazioni, un webmaster poco scrupoloso può arrivare ad affiancare nella medesima
pagina decine di tabelle e immagini con stili del tutto differenti tra loro.
In questi i casi i danni sono inevitabili. Ne elenchiamo solo alcuni:
- Il visitatore fa fatica ad abituarsi alla continua discontinuità di forme e colori. La lettura
e, peggio, la ricerca divengono attività difficili, che portano ad un'affaticamento degli occhi e della mente.
- Molti dei servizi gratuiti disponibili in rete richiedono in cambio la pubblicazione di un piccolo
banner sul sito in cui il servizio verrà offerto. Se diversi di questi banner sono animati, come solitamente
accade, il risultato è una pagina web che somiglia più ad un videogioco in continuo movimento che alla pagina
di un sito Internet. Ogni immagine in movimento distoglie il lettore dai contenuti testuali della pagina,
in quanto il cervello umano è per sua natura maggiormente attratto dagli oggetti animati rispetto a quelli
statici. Una singola immagine animata all'interno di una pagina di testo può andare bene, decine di
immagini in movimento rappresentano invece solo un fastidio.
- Quasi sempre, ognuno degli strumenti gratuiti utilizzati comprende uno o più link verso il sito
dell'azienda che ha prodotto il servizio. Secondo l'algoritmo di PageRank™ di Google, ogni link ha la
proprietà di distribuire un po' di "valore" alla pagina verso cui punta. Se il sito possiede una
pagina dove i suddetti servizi vengono concentrati (usualmente la pagina principale del sito), ne consegue
che il valore che tale pagina può diffondere verrà principalmente "regalato" a siti esterni,
quando invece potrebbe essere convogliato verso altre pagine interne al sito. Questa inopportuna distribuzione
del PageRank™, comporta una minore visibilità su Google e su tutti quei motori che usano algoritmi
analoghi per l'attribuzione di un valore alle pagine web.
A tali problemi meramente tecnici si aggiunge quello non meno rilevante dell'impronta professionale del
sito che, zeppo di risorse chiaramente attinte da aziende diverse, non può che testimoniare sopratutto
l'inidoneità del webmaster nel provvedere da sè alla produzione dei servizi offerti.
Evitare gli "effetti speciali"
Col passare degli anni, alle pagine prettamente testuali di cui il web è composto, si sono affiancate
pagina contenenti componenti non-testuali, prevalentemente grafici, i cui scopi principali consistono
nell'arricchire l'esperienza visiva dell'utente e nel fornire nuove tecniche per navigare un sito.
Sulle tecniche di navigazione e le interfacce torneremo a parlare nella prossima sezione di questo capitolo
e focalizzeremo per il momento la nostra attenzione sulla prima ragione per cui tali componenti grafici
vengono utilizzati, ovvero, nelle intenzioni dei webmaster che ne fanno uso, per rendere il sito più attraente,
più piacevole alla vista.
La tecnologia maggiormente utilizzata a questo scopo è indubbiamente la tecnologia Flash di Macromedia,
che permette di realizzare animazioni ed effetti visivi altrimenti impossibili da ottenere col normale
codice HTML: filmati, animazioni, interfacce utente, giochi, sperimentazioni artistiche e comunque un abbondare di
elementi in movimento che generalmente fanno più piacere al webmaster o al proprietario del sito che agli utenti
costretti loro malgrado ad usufruirne.
Una prima e buona ragione per limitare al massimo l'uso di tale tecnologia è direttamente collegata a quanto
spiegato pocanzi, circa l'opportunità di affollare la pagina web di elementi grafici sia statici che in movimento.
Ad esclusione dei siti dedicati espressamente al Flash o alla fruizione di contenuti puramente visuali,
riempire una pagina web di oggetti animati, o che si animano in seguito all'interazione con l'utente, si rivela
una pessima idea che va a diminuire considerevolmente il grado di leggibilità dei testi contenuti nella pagina.
Una seconda e importante ragione riguarda la fruizione di tutti quei contenuti che sono realizzati attraverso
qualunque tecnica che non sia la normale scrittura di testi: se non sono testi, non possono venire letti da
tutti coloro che preferiscono o sono costretti ad utilizzare browser testuali. A questa categoria appartengono
molti utenti di sistemi operativi "UNIX-like", persone non-vedenti e anche gli spider dei motori di ricerca,
che analizzano il contenuto delle pagine web interessandosi quasi esclusivamente al testo e disinteressandosi
di tutti quei componenti dedicati più all'"apparenza" che a migliorare la "sostanza" di
un sito.
La versione "MX" di Macromedia Flash, tuttavia, è nata col contributo di uno dei più grandi esperti di
usabilità, Jakob Nielsen, al fine di ridurre al massimo i problemi che le intrinseche caratteristiche di questa
tecnologia hanno finora causato. Questa mossa, per quanto oculata ed opportuna e per quanti miglioramenti introdurrà
nella tecnologia, a nostro parere potrà incidere solo marginalmente sulla riduzione degli abusi che Flash
indirettamente e inevitabilmente incoraggia.
Flash è una tecnologia nata anche con lo scopo di sollevare i webmaster dallo studio e
dall'apprendimento dei protocolli e dei linguaggi su cui il WWW si basa: "creare siti web senza sapere
necessariamente cosa è il web e come funziona". Per usare Flash, infatti, non è necessario sapere
nulla del linguaggio HTML, nulla del protocollo HTTP, nulla della natura strettamente testuale
delle pagine web, nulla del processo di scambio informazioni tra server e client, nulla delle tecniche di
archiviazione dei motori di ricerca, nulla di usabilità. In più, il fatto di aver reso superfluo
l'apprendimento delle suddette nozioni è stato presentato e recepito come una caratteristica positiva della
tecnologia, con la conseguenza che il web è stato invaso da una moltitudine di designer (o aspiranti tali) che
proprio del web non sapevano... nulla.
A dimostrazione di quanto affermato, basti notare che è ancora estremamente facile conoscere webmaster che si
chiedono la ragione per cui il proprio sito sviluppato in tecnologia Flash non viene facilmente navigato e
archiviato dai motori di ricerca. La risposta al quesito (già fornita tre paragrafi fa) appare fin troppo
evidente a qualunque webmaster abbia iniziato la propria attività con lo studio dell'HTML e la produzione di
pagine web attraverso normali editor di testi. Al contrario, utenti che si sono appoggiati esclusivamente a
tecnologie e strumenti che rendono superfluo lo studio delle basi su cui poggia il web, hanno difficoltà a discernere
tra un uso corretto ed un uso inopportuno di tali mezzi e fanno fatica ad intuire sia quali problemi possono nascere
utilizzando i suddetti metodi con leggerezza, sia come sia possibile risolverli una volta individuati.
La virtù, come accade spesso, sta nel mezzo. Qualunque strumento (Flash, nella fattispecie) che riduca la necessità di
studio e di apprendimento delle nozioni di base della tecnologia a cui lo strumento stesso è dedicato, è inevitabilmente
destinato ad attrarre in modo particolare una classe di persone più inclini ad abbandonarsi alle
facilitazioni offerte dallo strumento che a quella curiosità intellettiva che garantirebbe il raggiungimento di
una consapevolezza. È allora compito del webmaster sforzarsi di acquisire quella cultura che può
permettergli di utilizzare il mezzo in maniera corretta e opportuna.
Un ulteriore esempio di come una tecnologia principalmente dedicata al movimento di forme può contribuire
a snaturare un mezzo, il web, nato per scopi del tutto differenti è rappresentato dall'esistenza di
numerosi siti che utilizzano Flash per movimentare l'uso degli elementi interattivi della pagina;
nella fattispecie, ci riferiamo ad animazioni che hanno luogo nel momento in cui l'utente clicca su un link o
comunque interagisce con un elemento "attivo" dell'interfaccia.
Ebbene, non esiste alcuna ragione logica e pratica che giustifichi, in risposta ad una richiesta effettuata
dall'utente, lo spostamento di elementi della pagina o l'apparizione animata di riquadri, finestre e altri oggetti se
non il desiderio del webmaster di spettacolarizzare la navigazione. La stessa, invece, dovrebbe essere quanto più fluida
e immediata possibile e dovrebbe permettere agli utenti di accedere immediatamente alle informazioni richieste senza
perdere tempo nell'assistere ad animazioni banali e superflue.
Qualunque tecnologia dovrebbe essere utilizzata con cognizione di causa ed esclusivamente laddove un ricorso
alla stessa sia considerato opportuno se non necessario. Inoltre, ogni tecnologia va usata
in funzione del raggiungimento di un obiettivo, che si presume essere primario o importante e non per offrire
dimostrazioni gratuite e fuori luogo delle opinabili capacità tecniche di un webmaster.
Eppure vi sono casi in cui il ricorso a Flash è strettamente necessario, vuoi perché è stato espressamente
richiesto da un committente, vuoi perché il sito da realizzare deve possedere caratteristiche difficilmente
implementabili con tecniche differenti. In tali occasioni la prima cosa da fare è progettare il sito web in
modo che possa essere navigabile anche da coloro che accedono alle sue pagine con browser che non supportano
il prodotto di Macromedia.
Se il sito fa uso di un sistema di navigazione costituito esclusivamente da elementi Flash, è consigliato produrre
parallelamente un sistema di link basato sui normali tag "A" del linguaggio HTML. Inoltre, se i contenuti
testuali del sito sono interamente inglobati in oggetti Flash, è opportuno inserirli anche all'interno delle normali
pagine HTML. Nei casi estremi, laddove un sito è interamente sviluppato in Flash, è caldamente consigliato produrre una
seconda versione del sito, che raccoglie in normali pagine HTML i testi più importanti e gli argomenti principali
trattati al suo interno.
Evitare di reinventare la ruota
Forse, l'uso peggiore che si possa fare di Flash avviene quando tale tecnologia viene utilizzata non solo per meri
abbellimenti estetici ma anche per progettare nuove interfacce utente col preciso scopo di sostituire
il sistema di navigazione naturale offerto dall'HTML e dai browser.
Gli utenti che accedono al web hanno appreso come navigare al suo interno per mezzo dei
collegamenti (link), che da soli costituiscono un elemento principale della natura ipertestuale del web. Tuttavia,
contrariamente a quanto si può credere, aver imparato a destreggiarsi tra le pagine web e l'aver acquisito una
certa dimestichezza con la navigazione non è stato un processo immediato ma ha richiesto diverso tempo,
necessario ai navigatori per acquisire familiarità col mezzo e con le sue caratteristiche e potenzialità.
Tale apprendimento è stato reso possibile anche attraverso l'adozione di interfacce standard,
concettualmente identiche per ogni browser, in modo tale che si potesse globalmente diffondere un metodo unico per
accedere agli ipertesti presenti sul web. Tale metodo unico si basa sull'utilizzo di elementi di interfaccia
ormai familiari a tutti: i pulsanti "Indietro" e "Avanti" del browser, ad esempio. Oppure
la barra di scorrimento verticale che sta all'estrema destra della finestra di navigazione.
Cercare di sostituire le interfacce standard con interfacce create arbitrariamente, per ragioni che spaziano
dal tentativo di migliorare la navigazione al puro desiderio di sperimentazione del webmaster è sempre ed in
ogni caso una pessima idea. Non solo perché le interfacce già esistenti sono frutto del complesso lavoro di
esperti e di diversi anni di collaudi e prove su strada, ma sopratutto perché anche qualora una nuova interfaccia
risultasse più funzionale dei sistemi tradizionali, richiederebbe in ogni caso un nuovo sforzo di apprendimento
da parte dell'utente, ormai abituato ai controlli standard offerti dal browser.
Non è necessario chiamare in causa l'utilizzo avventato di Flash per portare alla luce questi tentativi di
allontanare l'utente dai modelli che conosce bene. Ad esempio, è possibile confondere e complicare la navigazione
dell'utente semplicemente facendo un cattivo uso di FRAME e IFRAME. Se gestiti incorrettamente, infatti, i frame possono
introdurre all'interno della pagina web ulteriori barre di scorrimento, che si aggiungono a quelle standard del
browser e che possono disorientare l'utente, che non comprende bene "dove deve cliccare".
Dei problemi riguardanti i frame e i motori di ricerca abbiano lungamente discusso nel
capitolo dedicato ai frame di questa guida. In questa sede
vogliamo consigliare invece di limitare il loro utilizzo non (solo) per evitare eventuali problemi con gli
spider dei motori di ricerca, bensì per spingere i webmaster ad avvicinarsi, quando possibile e opportuno, ad un
modello di pagina web più vicino ad una normale e statica pagina di testo: la struttura più semplice possibile,
nonché a volte anche la più efficace.
Conclusioni
Ci sarebbe ancora parecchio da discutere sull'usabilità, sui contenuti e sulle positive ripercussioni che tali
elementi hanno, oltre che sulla qualità di un sito, anche sull'archiviazione dello stesso da parte dei motori di
ricerca. Tuttavia è nostro desiderio racchiudere in questo capitolo solo i consigli principali e lasciare poi al
lettore il compito di approfondire tali argomenti, magari effettuando alcune ricerche sul web.
Riguardo tutti i temi non trattati in questi due capitoli, invitiamo il lettore ad affrontarli autonomamente
facendo ricorso al proprio buonsenso. A volte è persino consigliato dimenticare l'obiettivo del posizionamento e
focalizzare i propri sforzi nel produrre un buon sito web. Possiamo assicurare che i motori di ricerca
sapranno apprezzare tali sforzi in quanto uno dei loro obiettivi primari consiste proprio nel proporre ai ricercatori
i siti considerati di più alta qualità.
Come regola di base, non possiamo che offrire la seguente: Pensate innanzitutto agli esseri umani, e solo
successivamente ai motori di ricerca.
Un esempio calzante e pratico: la dimensione di una pagina web, comprensiva di tutti i suoi contenuti, influisce
direttamente sul tempo che l'utente dovrà attendere prima di potervi accedere. Quanto tempo desiderate far attendere
ai visitatori della pagina? Ecco: ciò che è meglio per un utente, risulterà apprezzato anche da un motore di ricerca.