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Guida al posizionamento dei siti web nei motori di ricerca

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Spazio web e posizionamento

Scegliere un host a misura di SEO

Chi si avvicina per la prima volta al posizionamento e all'ottimizzazione dei siti non immagina che una buona riuscita in questa attività è il frutto di decine, centinaia di fattori diversi. Uno dei fattori strettamente indispensabili per ottenere un buon posizionamento è quello della scelta di un ottimo fornitore di spazio web, ovvero del servizio di hosting.

Una scelta affrettata e poco oculata può infatti produrre nel medio e lungo termine problemi tecnici non indifferenti ed è dunque importante evitare a monte tali grattacapi individuando una società di hosting in grado di fornire uno spazio web con specifiche caratteristiche tecniche, che questo articolo illustrerà.

Si potrebbe erroneamente credere che scegliere un host qualsiasi o economico sia un buon modo per iniziare, decidendo di prenderne uno migliore solo al presentarsi di eventuali problemi tecnici. Tuttavia cambiare società di host è anch'esso un tipo di evento che potrebbe influre negativamente sul posizionamento del sito.

La soluzione definitiva è dunque quella di evitare a monte ogni risparmio sullo spazio web, puntando solo sulla qualità e prevenendo in questo modo ogni sorta di potenziale problema.

Il web server

Di seguito verranno elencate le principali caratteristiche tecniche che un web host dovrebbe fornire al cliente per evitargli problemi con il posizionamento dei siti nei motori di ricerca.

La prima caratteristica tecnica che illustreremo, tuttavia, non è strettamente indispensabile ma un semplice consiglio che ci sentiamo di dare a tutti i webmaster: preferite il web server Apache ad altre soluzioni.

Apache è il software che si occupa del "dialogo" tra il server in cui risiede il sito e i client che effettuano gli accessi (browser degli utenti, spider dei motori, ecc.). Esistono diversi altri software di questo genere, ma Apache è il web server più diffuso e quello che consigliamo vivamente. Se deciderete di seguire tale nostro consiglio, accertatevi che il server su cui verrà ospitato il vostro sito faccia uso di Apache.

Caratteristiche dello spazio web

Header HTTP corretti

Quando un client, sia esso un browser o uno spider, richiede ad un web server il contenuto di una pagina web o di un generico file, il web server spedisce il file richiesto anteponendo ad esso un'intestazione (header), contenente alcune indispensabili ed importanti informazioni sul file spedito.

Tale intestazione non può essere omessa dal web server, nemmeno se il file richiesto dall'utente o dallo spider del motore risultasse inesistente. Di fronte alla richiesta di un file inesistente, un buon web server deve spedire a chi ha effettuato la richiesta del file un'intestazione contenente un apposito codice di errore (o codice di status), il 404, che indica per l'appunto l'impossibilità di individuare e spedire il file richiesto.

Purtroppo esistono web server di scarsa qualità o configurati male dai tecnici della società di hosting, che non restituiscono correttamente l'intestazione, come previsto dal protocollo HTTP, che regola i trasferimenti sul web.

Tale errore costituisce una prova palese della bassa qualità del servizio di hosting e influisce negativamente sull'indicizzazione del sito. Gli spider dei motori di ricerca, infatti, richiedono sempre un file di nome robots.txt prima di iniziare la scansione di un sito web. Se tale file non esiste, gli spider si ritengono liberi di perlustrare il sito, ma se il web server non fosse in grado di comunicare (attraverso un'intestazione con codice 404) l'inesistenza del file robots.txt, gli spider rischierebbero di confondersi, decidendo di non prelevare le pagine del sito.

Tale fenomeno è stato osservato diverse volte, fortunatamente poche, ma abbastanza da spingerci a consigliare di controllare personalmente che il web server che si utilizzerà sia configurato a dovere, restituendo correttamente un'intestazione con codice 404 (accompagnato dalla dicitura "Not found") in seguito alla una richiesta di file inesistente.

Per ottenere ciò, è sufficiente utilizzare uno dei tanti appositi tool che esistono sul web (eccone uno), individuare un dominio già ospitato dal web server che si intende utilizzare per il proprio sito, fornire al tool l'URL di una pagina inesistente sotto quel dominio e leggere il codice restituito dal tool nella riga chiamata "Status:". Se il codice è il 404, allora il server è configurato correttamente per quanto riguarda questa caratteristica.

Con il "www" e senza il "www".

Un nome di dominio di secondo livello non include il prefisso "www", ma tale particella è diventata ormai una convenzione di uso comune e i webmaster possono decidere di indicare l'URL di un sito includendo o meno tale prefisso.

È dunque importante che il web server su cui il sito risiederà sia configurato in modo da permettere al sito stesso di essere raggiungibile sia attraverso l'indirizzo http://www.nomedominio.it/ sia attraverso l'indirizzo http://nomedominio.it/.

Questa caratteristica risulterà importante anche per la link popularity del sito. La maggior parte dei motori di ricerca, infatti, è in grado di comprendere che gli URL con e senza "www" conducono alla stessa risorsa, assegnando ad essa tutti i link che sul web puntano indistintamente all'una o all'altra versione del nome di dominio.

Redirect lato server

Il servizio di hosting scelto deve poter dare al cliente la possibilità di creare redirect automatici "lato server", ovvero prodotti dal web server stesso.

Tali redirect, chiamati solitamente "redirect 301", dal numero del codice HTTP che identifica questo genere di risposta del server, risultano estremamente utili in molteplici occasioni e in particolar modo possono evitare consistenti problemi al posizionamento del sito.

L'esempio più classico da fare è quello del cambio di nome di un file o di una directory usati da un sito web. Al cambiare dell'indirizzo di una pagina, infatti, è importante comunicare ad utenti e motori di ricerca che il vecchio indirizzo non risulta più esistente e che il contenuto che vi era pubblicato è stato spostato ad un nuovo indirizzo.

Un redirect 301 è la soluzione migliore a questa necessità: gli utenti che accederanno al vecchio indirizzo verranno dirottari automaticamente al nuovo, e gli spider si comporteranno allo stesso modo, col vantaggio che la link popularity (e altri simili fattori di posizionamento) assegnata dai motori al vecchio URL verrà subito riassegnata a quello nuovo. Questo non avviene sempre, o avviene con tempi molto lunghi, nel caso in cui il webmaster utilizzi redirect "casalinghi" come quello ottenibile attraverso il meta tag REFRESH.

Un altro classico uso dei redirect lato server avviene quando Google individua nel web dei link che puntano ad entrambe le versioni di un nome di dominio: quella con il "www" e quella senza. In tali casi, Google calcola e assegna un diverso valore di PageRank a ciascuno dei due URL, quando invece sarebbe utile far confluire e accumulare il PageRank ad un unico indirizzo. Un redirect lato server dalla versione non-www a quella con il www (o viceversa) indicherà a Google che i due indirizzi puntano alla medesima risorsa e spingerà il motore di ricerca ad assegnare il valore di PageRank ad un unico indirizzo.

I redirect lato server possono essere creati attraverso un pannello di controllo fornito dal servizio di hosting oppure agendo direttamente sul file .htaccess di Apache, se l'host concede ai webmaster l'utilizzo di tale file (vedi sotto). A prescindere dalla modalità, è bene assicurarsi che il servizio di hosting che si intende scegliere fornisca al cliente un facile modo per creare tali redirect.

Linguaggi lato server

È importante che lo spazio web che si sceglierà supporti almeno uno dei principali linguaggi di programmazione dedicati al web, come PHP, ASP, ASPX, e simili. Va da sé che più saranno i linguaggi supportati dall'host e maggiore sarà la possibilita di far girare sul proprio sito web i tanti script pronti all'uso che si trovano sul web, prodotti in molteplici linguaggi.

È anche il caso di informarsi se i linguaggi supportati sono configurati in modo da poter accedere in scrittura alle directory assegnate al sito. Capita sovente che diversi script abbiano necessità di creare e aggiornare file, e un linguaggio di programmazione privo dei permessi per poter scrivere sul disco rappresenterebbe un grosso handicap.

File .htaccess e moduli Apache

Il file ".htaccess" è un file di testo, che può contenere alcune istruzioni per sfruttare al meglio alcune caratteristiche avanzate del web server Apache. Se pensate dunque di seguire il consiglio iniziale datovi da questo articolo, preferendo un servizio di host basato su web server Apache, sappiate che è importante chiedere se il servizio consente agli utenti di creare e gestire autonomamente i file di configurazione .htaccess.

Uno degli utilizzi di tale file di configurazione che più risulta utile ai SEO e al posizionamento dei siti consiste nella possibilità di rendere statici gli URL delle pagine dinamiche, ovvero quelle create al volo con un linguaggio di programmazione e i parametri passati attraverso l'URL della pagina da generare. Staticizzare gli URL è a volte un'operazione in grado di migliorare il grado di indicizzazione di un sito web, in quanto gli spider di alcuni motori sono più propensi a seguire i link verso gli URL statici rispetto ai link che puntano a URL dinamici.

Va specificato che per effettuare la staticizzazione degli URL è necessario, oltre all'accesso ai file .htaccess, anche che Apache sia dotato di un modulo aggiuntivo, chiamato "mod_rewrite".

Header HTTP "If-Modified-Since"

Un buon web server dovrebbe supportare l'intestazione HTTP "If-Modified-Since".

Gli spider dei motori di ricerca più avanzati utilizzano tale intestazione per farsi inviare dal web server solo i file che sono stati modificati dopo una data indicata dallo spider. Tutti i file non modificati di recente (e già archiviati dal motore in precedenza) non verranno invece inviati allo spider, con il risparmio di banda che si può immaginare e che può raggiungere quantità considerevoli nel caso in cui il sito fosse composto da molte pagine.

L'intestazione If-Modified-Since viene usata anche dai normali browser per gli utenti. Quindi il supporto di tale header da parte del server torna estremanente utile anche al di fuori dei vantaggi ottenibili con i motori di ricerca.

If-Modified-Since è stato introdotto con la versione 1.1 del protocollo HTTP, quindi qualunque web server con pieno supporto di tale versione del protocollo dovrebbe gestire senza problemi la suddetta intestazione.

Velocità di risposta del server

Un web server in grado di rispondere velocemente alle richieste degli utenti non solo garantisce un'esperienza di navigazione migliore ai visitatori del sito ma evita che gli spider dei motori di ricerca rinuncino ad indicizzare le pagine a causa di una lentezza eccessiva nella risposta del server.

A questa necessità strettamente tecnica si aggiunge anche il fatto che la velocità di risposta di un sito web può essere inclusa da alcuni motori di ricerca tra le caratteristiche analizzate per calcolare un indice globale della qualità di un sito web.

Un motore di ricerca potrebbe teoricamente ritenere che, a parità di altre caratteristiche, sia logico consigliare a chi effettua le ricerche un sito web in grado di essere navigato più agilmente, senza tempi eccessivamente lunghi da attendere prima che il server inizi a spedire le pagine richieste dagli utenti.

È stato osservato che siti particolarmente lenti tendono a scendere di posizioni nei risultati di alcuni motori, tra i quali Google.

Errori personalizzabili

Una caratteristica alquanto utile per migliorare il grado di usabilità del proprio sito consiste nella possibilità per il webmaster di personalizzare la pagina inviata all'utente nel caso in cui quest'ultimo abbia fatto richiesta di una pagina inesistente.

Dal punto di vista dell'usabilità, infatti, una delle migliori soluzioni per mettere l'utente a proprio agio consiste nell'avvisarlo dell'inesistenza della pagina richiesta ma fornirgli anche una mappa del sito, in modo che il visitatore sia in grado di tornare a visitare il sito dal punto che più preferisce.

Anche gli spider di alcuni motori potranno beneficiare della presenza di una pagina di errore personalizzata, e in particolare di una mappa del sito spedita loro in caso di pagina non trovata. Oltre alla corretta spedizione di un codice HTTP 404 (pagina non trovata, per l'appunto), lo spider si ritroverebbe di fronte un ottimo punto di partenza, una mappa del sito, per iniziare o continuare la sua perlustrazione del sito.

La personalizzazione delle pagine di errore può essere ottenuta dal webmaster configurando opportunamente il web server attraverso il file .htaccess (vedi sopra) o, in alternativa, attraverso appositi pannelli di controllo forniti dal servizio di hosting.

Sottodomini

A volte è utile al posizionamento di un sito suddividere i suoi contenuti tra sottodomini diversi. Tale esigenza può nascere per semplici ragioni di organizzazione e per dividere tra loro argomenti abbastanza diversi, e tale suddivisione produce indirettamente un vantaggio nei motori di ricerca, perché un sottodominio utilizzato per un solo e specifico tema o argomento permetterà di fornire al motore dei contenuti fortemente tematizzati e separati dagli altri anche dal nome di dominio.

Per tale ragione, è bene che il piano di hosting scelto dal webmaster preveda la possibilità di creare una certa quantità di sottodomini, pagando uno somma aggiuntiva al canone o, meglio ancora, compresi già nel piano di hosting acquistato.

File di log

I file di log sono dei normali file di testo in cui il web server registra ogni accesso ricevuto dai client, fornendo per ciascuno accesso una lista di informazioni estremamente utili per estrapolare statistiche sulle richieste ricevute.

Le statistiche più precise sugli accessi ad un sito web sono per l'appunto quelle ottenibili elaborando i file di log prodotti dal web server ed un buon servizio di hosting dovrebbe fornire al webmaster l'accesso a tali file. Tra l'altro, anche nel caso in cui tali file non venissero usati per estrapolarne statistiche sulle visite al sito, possono essere semplicemente letti dal webmaster per individuare velocemente la presenza di un accesso specifico, ad esempio la visita di uno spider che si attendeva e quante e quali pagine il medesimo ha prelevato.

Assegnazione di un IP dedicato

Generalmente l'indirizzo IP assegnato ad un dominio viene condiviso anche da altri domini. Esistono occasioni in cui può essere necessario ottenere un indirizzo IP dedicato, ovvero assegnato esclusivamente al dominio e mai soggetto a cambiamenti, ad esempio nel caso in cui si decidesse di utilizzare il protocollo HTTPS (sicuro) sul sito oppure nel caso in cui si volesse fornire un server FTP ad accesso anonimo.

Ma un indirizzo IP dedicato è a volte utile anche al posizionamento, ad esempio per eliminare definitivamente ogni teorico collegamento con gli altri siti web che usufruiscono del medesimo indirizzo IP. In rare occasioni un motore di ricerca può decidere di bandire dai propri archivi non uno o più siti bensì direttamente un intero indirizzo IP e conseguentemente tutti i siti che ne fanno uso. È vero che tali eventi sono più unici che rari, tuttavia far assegnare un indirizzo IP univoco al proprio nome di dominio rimuove ogni rischio in proposito.

Un indirizzo IP dedicato non è strettamente necessario, ma nel caso in cui il webmaster decidesse in futuro di far assegnare un indirizzo IP univoco al proprio sito, la società che offre il servizio di hosting dovrebbe comunque essere in grado di procedere in tal senso senza problemi, ovviamente dietro pagamento del costo dell'operazione.

Riepilogo delle caratteristiche

Ecco un riepilogo delle caratteristiche che un servizio di hosting dovrebbe fornire ad un SEO. È bene, prima di scegliere la società di hosting, informarsi su tutte le caratteristiche elencate:

  • Correttezza delle intestazioni HTTP (usate il tool)
  • Sito accessibile con "www" e senza
  • Possibilità di creare redirect lato server (301)
  • Presenza di uno o più linguaggi (PHP, ASP, ecc.)
  • Supporto dell'intestazione If-Modified-Since
  • Buona velocità di risposta del server
  • Pagine di errore personalizzabili
  • Possibilità di creare sottodomini (magari gratuitamente)
  • Accesso ai file di log del server
  • Possibilità di assegnare un IP dedicato al dominio

Conclusioni

In questa carrellata di caratteristiche, abbiamo indicato quelle utili in maniera specifica ai SEO e ai loro lavori di posizionamento, non quelle generiche. Ma anche quelle generiche sono importanti nello scegliere la società di hosting alla quale affidare il proprio sito web; una discreta quantità di caselle e-mail, spazio web e traffico massimo mensile va considerata una caratteristica strettamente indispensabile per poter lavorare serenamente, ed anche un buon servizio di assistenza clienti rientra tra i parametri da prendere in considerazione.

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